[Collaborazione] Recensione: La terra liquida - Raphaela Edelbauer

Buongiorno lettori!
Ma che freddo fa?? Ieri Cesenatico si è svegliata imbiancata di neve. Oggi niente neve ma solo qualche grado sotto lo zero e io ho ovviamente un sopralluogo nella struttura in cui lavoro, quindi starò tutta la mattina fuori fin dalle 8. Ho talmente tanti strati termici addosso che se cado rimbalzo. 
Ma continuiamo a sognare un tè caldo e parliamo di libri. Oggi vi dico la mia su La terra liquida di Raphaela Edelbauer, uscito per Rizzoli martedì 7 febbraio. Ringrazio la Casa Editrice per la copia.


 

Finchè non ci imbattiamo in certi desideri, non sappiamo nemmeno di averli: per la prima volta nella vita mi sentivo a casa.

La terra liquida è uno di quei libri che ti attira per la sua stranezza e che, una volta finito, mica sei sicura di averci capito qualcosa. Anche riassumervelo non è facile ma io ci proverò.

Ruth viene avvisata della morte improvvisa dei genitori. Ieri erano ancora vivi, oggi un incidente in auto li ha portati via entrambi. Non era pronta Ruth a restare sola, anche se i genitori li vedeva poco. Non era pronta a doversi sobbarcare la responsabilità di un funerale, di dover rispettare le volontà del padre e della madre, non era pronta a dover sopportare zia e cugine. Decide quindi improvvisamente di mettere alla porta le fastidiose parenti e di partire alla ricerca di Groß-Einland, paesino della Bassa Austria in cui i genitori sono cresciuti e in cui volevano essere sepolti. Eh pare facile perché l'ameno paesino non è sulle carte geografiche, è sconosciuto agli uffici del turismo e non è indicato manco da mezzo cartello. Gira gira Ruth, tra trattorie, locande e boschi isolati, finché la fortuna la porta proprio a Groß-Einland. Non che ora la situazione sia più facile, perché l'ameno paesino è il coacervo di tutti i misteri più misteriosi della zona: un enorme buco, nato da un'antica miniera, si allarga a macchia d'olio nel sottosuolo provocando il sempre più evidente sprofondamento della città; Ruth scopre che i genitori venivano a Groß-Einland tutte le settimane, che indagavano, che qui avevano amici e parenti, il tutto senza dirle niente; sul finale della Seconda Guerra Mondiale Groß-Einland è stato teatro di un terribile eccidio nazista, dei 2000 prigionieri del vicino campo di lavoro, 1200 furono costretti alla marcia della morte e 800 pare vennero uccisi nei modi più atroci e gettati in fosse comuni, dove però furono rinvenuti appena una cinquantina di corpi; Groß-Einland è di fatto proprietà di una misteriosa contessa che pare avere tutto e tutti in pugno. E poi c'è il tempo che pare scorrere con l'acceleratore. Ruth cerca di venire a capo di qualcuno di questi misteri. Il risultato è tutto da vedere.

Le prime 30 pagine di questo libro mi hanno annoiata: Ruth gira e rigira, cerca qua, cerca là, chissà dove finirà, perché Groß-Einland pare non esistere. Poi, botta di fortuna, incrocia due che pare essere diretti proprio lì e vuoi non seguirli? Fantastico, mi sono detta, Groß-Einland trovato! E ora? Da questo punto in poi la storia mi ha preso, è strana, arzigogolata, con tanti punti oscuri. Mi piace! Continuando a leggere i punti oscuri si allargano come la voragine in cui il paesino sprofonda. All'inizio il movimento è di soli pochi millimetri, poi è tutto un rotolare continuo, un creparsi a vista d'occhio. Insomma, i misteri invadono il romanzo, trasbordano dalle pagine. Tanto che verso la fine il dubbio mi è sorto: ma scopriremo qualcosa ?? La risposta? No. Il finale non è aperto ma non è manco chiuso, semplicemente non c'è e la nostra Ruth mica ci dice qualcosa, no no per lei è a posto così, possiamo iniziare a sparecchiare. 

Ci sono rimasta un po' esterrefatta perché mi aspettavo un finale... un finale... ecco, mi aspettavo un finale. Ma non c'è, anzi devo dire che Ruth ci fa anche la figura della codarda. 

Quindi per capirci ci troviamo davanti a una protagonista mica tanto simpatica, a tanti misteri misteriosi, alla ricerca di una storia di famiglia, a un buco che si allaga e crolla a pezzi e a un finale inesistente. La cosa che fa venire i nervi è che il romanzo si fa leggere, è talmente strano dalla storia ai cittadini all'atmosfera che regna in questo paesino che un lettore curioso non può certo abbandonarlo. Ma cavolo, alla fine gli devi dare qualcosa, non puoi semplicemente chiuderla lì.

Insomma lettori, una lettura sulle montagne russe, che parte piano piano, in salita, con quell'ansietta che ti fa venire la nausea, poi accelera, corre, ti butta a razzo (speriamo non nel buco perché ci stanno cercando ancora una ragazzina che ci è cascata dentro), ti fa divertire e poi... drrrrr corsa finita! Prego???
Vienna, settembre, poco dopo l’alba: una telefonata comunica a Ruth, giovane fisica teorica, che i suoi genitori sono morti in un incidente stradale; qualche ora dopo, viene a sapere da una zia del loro desiderio di essere sepolti a Gross-Einland, paesino della Bassa Austria dove entrambi sono nati ma non l’hanno mai portata. Messasi in macchina, Ruth si ritrova presto al di fuori delle rotte frequentate e, quando infine giunge a destinazione, ciò che vede è un luogo del tutto inaspettato: quel paese piantato come un punteruolo nel cuore dell’Europa, non segnalato sulle mappe, è dominato da un imponente castello e governato da un’eccentrica contessa che lo vorrebbe irraggiungibile per gli estranei. Non sono queste le uniche stranezze: sotto Gross-Einland si apre una voragine, profonda e ramificata, che esercita sui residenti un’incomprensibile malia; tutti sono reticenti a parlarne e a occuparsene, nonostante quell’apertura provochi crolli continui e deformazioni dello spazio fisico. Cosa nasconda questa città morente, e come Ruth potrà risolvere un enigma che affonda le sue origini nella storia del Novecento, sarà la scrittura di Edelbauer, sottile e immaginifica, capace di autentica visionarietà, a saperlo svelare.

LA TERRA LIQUIDA
di Raphaela Edelbauer
Rizzoli | La Scala | 300 pagine
ebook €10,99 | cartaceo €20,00
7 febbraio 2023 | link Amazon affiliato

Alla prossima



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