martedì 16 marzo 2021

Recensione: La Guerra dei Papaveri - R.F. Kuang

Buongiorno lettori!
Pronti per una delle più classiche Unpopular Opinion? La recensione di oggi riguarda La guerra dei papaveri di R.F. Kuang, dove leggo leggo vedo opinioni più che positive, ma... si insomma a me non è andato né su né giù.


LA GUERRA DEI PAPAVERI
(The Poppy War #1)
di R.F. Kuang
Mondadori | Oscar Fantastica | 508 pagine
ebook €9,99 | cartacea €22,00
13 ottobre 2020 | scheda Mondadori

Rin ha passato a pieni voti il kējǔ, il difficile esame con cui in tutto l’Impero vengono selezionati i giovani più talentuosi che andranno a studiare all’Accademia. Ed è stata una sorpresa per tutti: per i censori, increduli che un’orfana di guerra della provincia di Jī potesse superarlo senza imbrogliare; per i genitori affidatari di Rin, che pensavano di poterla finalmente dare in sposa e finanziare così la loro impresa criminale; e per la stessa Rin, finalmente libera da una vita di schiavitù e disperazione. Il fatto che sia entrata alla Sinegard – la scuola militare più esclusiva del Nikan – è stato ancora più sorprendente.
Ma le sorprese non sono sempre buone.
Perché essere una contadina del Sud dalla pelle scura non è una cosa facile alla Sinegard. Presa subito di mira dai compagni, tutti provenienti dalle famiglie più in vista del Paese, Rin scopre di avere un dono letale: l’antica e semileggendaria arte sciamanica.
Man mano che indaga le proprie facoltà, grazie a un insegnante apparentemente folle e all’uso dei papaveri da oppio, Rin si rende conto che le divinità credute defunte da tempo sono invece più vive che mai, e che imparare a dominare il suo potere può significare molto più che non sopravvivere a scuola: è forse l’unico modo per salvare la sua gente, minacciata dalla Federazione di Mugen, che la sta spingendo verso il baratro di una Terza guerra dei papaveri.
Il prezzo da pagare, però, potrebbe essere davvero troppo alto.

Il successo richiedeva sacrificio. Il sacrificio significava dolore. Il dolore significava successo. 
Ve lo dico io qual è il prezzo da pagare, 22 euro. E dire che ci ero quasi riuscita a non fare la cavolata, ad evitarmi questa spesa senza avere niente in cambio. Ma no, un pomeriggio mi annoiavo e la cretina che è in me ha detto ma si ordiniamolo! Cosa potrà mai andare storto?. Ecco, nei film di solito dopo questa domanda scattano pandemie e catastrofi varie. Qui ci eravamo già portati avanti e l'unica cosa andata storta sono stati i 5 giorni che ho impiegato per leggere questo luuuuungo libro, durante una buona metà del quale ho immaginato la storia di Harry Potter con i personaggi di Mulan e Kung Fu Panda, mantide e oca comprese. 

Un buon 200 pagine sono state estenuanti, lunghe, complicate da tanti nomi di personaggi e luoghi che si assomigliavano un po' tutti, in cui Mul.... ehm Rin la protagonista riesce ad evitare un matrimonio combinato con uno schifoso vecchietto e ad entrare nella prestigiosa accademia militare di Sinegard. Questo inizio mi era piaciuto, anche perchè è piuttosto immediato, senza fronzoli o sbrodolamenti. Ma da quando Rin arriva in accademia ho iniziato a dare testate al muro. Non finiva più!

(Foto di Henrikas Mackevicius da Pixabay)

Ma io sono testarda e, abbracciata alla mia scorta di biscotti, ho continuato imperterrita, ho scalato la mia montagna per arrivare finalmente alla luce, alla seconda parte del libro, in cui scatta la guerra e Rin lascia finalmente (FINALMENTE!!!!! ANDIAMO A BERLINO BEPPE!!! ah no.... vabbè....) l'accademia per andare a difendere il paese. E qui, se da una parte almeno la storia si risolleva e diventa tutto più interessante e divertente, e anche un filo splatter che male non fa, ho avuto un altro problemino: io la storia di questo paese finto cinese, le guerre passate, la geografia, le alleanze i nemici, ecco, come dirlo.... non c'ho capito un cavolo. Sarà che sono arrivata parecchio provata a questo punto dalla lettura della parte precedente, ma non sono riuscita a destreggiarmi un granché su chi ha tradito chi, chi combatte con o contro chi, ecc. 

Ho avuto la netta sensazione che questo libro fosse l'unione di due libri nati originariamente separati e che poi un editor lungimirante abbia deciso di accorpare visto che trilogia si, quadrilogia no. Che come concetto va anche bene eh, ma lo si poteva fare in modo da alleggerire la prima parte che ho trovato veramente mortale, favorendo invece la seconda metà che è molto più frizzante e divertente. 

Insomma, per me è un grosso no. Non continuerò la serie ovviamente (ma se a voi è piaciuto sappiate che l'11 maggio esce il secondo volume La Repubblica del Drago) e andrò avanti con altre letture.

Alla prossima




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