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Recensione: Tutte le volte che mi sono innamorato - Marco Marsullo

Buongiorno lettori!

Che bello rivedervi su questi schermi! Sono state giornate impegnative a lavoro visto che abbiamo avuto una manifestazione importante e un'altra è alle porte, ma finalmente ho qualche giorno libero e ne sto approfittando non solo per leggere ma anche per scrivere un pochino. Uh quanto mi è mancato il mio angolino di paradiso virtuale, oramai quando sono al computer vuol dire o scrivere mail noiose o fare fatture, sigh!

Ma parliamo di cose belle e librose! Ebbene si, arrivo con qualche giorno di ritardo ma anche io ho terminato la lettura nel nuovo, fiammeggiante, super divertente libro di Marco Marsullo, Tutte le volte che mi sono innamorato, e ora ve ne parlo (a modo mio...).


Quant'è fragile l'amore, quante strade prende prima di arrivare a un punto. E poi, quando ci arriva, va tutto da un'altra parte. 

Da dove iniziare per parlare di questo libro? Ah lo so! Marco, caro Marco, mi devi una confezione di segnapagina rosa! Mi hai fatto terminare un intero blocchetto a forza di segnarmi frasi su frasi del tuo libro. Ora che abbiamo iniziato a fare i conti, veniamo al perchè voi lettori dobbiate correre in libreria e acquistare questo libro (se non lo avete ancora fatto naturalmente). 

Primo punto: Cesare! Il protagonista è lui, Cesare, trentacinquenne, single, insegnate alle elementari, quattro amici storici, single, napoletano, single. Ho forse accennato che Cesare è single? Ebbene si, in un mare di over 30 accasati, ammogliati e padri di famiglia Cesare iniziare a essere una mosca bianca nel panorama delle relazioni; e ora anche Sandro, uno dei quattro amici, sta per sposarsi. Dopo giugno resterà il solo non sposato. Che fare? Soprattutto guardando quel +1 sulla partecipazione per il matrimonio. Preso da una determinazione senza precedenti Cesare a gennaio afferra il calendario, pennarello alla mano, e cerchia la data del matrimonio di Sandro: entro il 12 giugno troverà la sua +1! Ma tra il dire e il fare... ci sono di mezzo Tinder e Donatella...

Secondo punto: ma siete ancora qui?? E no lettori, così non va bene! Perchè voi dovete leggere la storia di Cesare! In un vortice di relazioni e riflessioni, Marco Marsullo dà voce a tutti coloro che passati i 30 si sentono chiedere, puntuale come le tasse, la fatidica domanda: eh tu? Quando ti sistemi? Dai, ammettiamolo, noi che ancora non abbiamo la fede al dito ce lo sentiamo chiedere fisso in ogni occasione in cui si partecipa in coppia, matrimonio o battesimo che sia. Eh lì scatta la battutina, i sorrisetti di circostanza, la visione (della madonna di Medjugorje) dell'amico che devi assolutamente salutare (e che non vedi dalla terza elementare) laggiù, tutto pur di fuggire dall'interrogatorio imbarazzante. Perchè, cari parenti/amici, voi dovete capire che certe domande non si fanno, mai, e che dietro a quel sorrisetto con cui vi rispondiamo si nasconde un concetto ben più complesso, che più o meno suona così: masantocielobenedettotuttigliannimelodevichiedere? NonpuoipreoccupartidellaprostatadizioPinuccioinvece? 

No scusate, sto divagando, ma mentre leggevo questo libro io ho capito una cosa: io sono un po' Cesare, tranne che di anni ne ho qualcuno di più. Anche io odio pasta e ceci e compro gli spazzolini sempre a coppia, un po' perchè convengono un po' perchè così ne ho sempre uno in più. Io Cesare lo capisco se scappa dalla psicopatica ancora infatuata dall'ex e dalla scala a chiocciola. Ma mi viene anche da rassicuralo: là fuori non siamo tutte fuori di brocca, caro Cesare. 

Mentre leggevo della spasmodica ricerca della donna che non gli facesse venire voglia di darle una capocciata in fronte (alla femminista convinta io l'avrei data eh, Cesare invece è stato un gran signore) ho riso a crepapelle, anche grazie agli amici che circondano Cesare, ognuno sposato o in procinto di farlo, chi con figli, chi convinto che non li avrà mai. Relazioni tra loro nate e cresciute in modo diverso che diventano un po' il cartoncino tornasole a cui lo stesso protagonista fa riferimento e che aprono in lui anche il desiderio di avere un +1 fisso, con cui costruirsi un futuro e magari fare figli. Perchè alla fine Cesare vuole impegnarsi, vuole trovare l'altra metà della mela, perchè la solitudine fa schifo...

Ma chi è capace di stare da solo? Ecco un'altra cazzata della nostra generazione: l'ostentazione della solitudine come una conquista, un traguardo che è una dimostrazione di maturità. Non è vero, la solitudine fa schifo, anche nei giorni più esaltanti, quando si è liberi di fare ciò che ci pare, senza orari, castrazioni emotive, pieni delle proprie passioni e dei propri spazi. I momenti più belli di un'esistenza sono quelli che puoi condividere con qualcuno. 

... però non vuole neanche buttarsi sulla prima che passa o che gli presentano gli amici. Riuscirà il nostro Cesare a colmare quel +1? Non sta a me dirvelo, ma vi posso dire una cosa? Che ci riesca o meno, per me non ha importanza, perchè Cesare ci sei vicino, l'importante è sapere tu cosa vuoi, non dare retta agli altri. 

Nelle ultime pagine, mentre mi sfilavano davanti agli occhi il matrimonio di Sandro, gli eventi di Gabriele e Mariano, Silvia e Bernardo girare l'angolo con un mazzo di fresie in mano o Giustina e Vittorio uscire di scuola vicini vicini con gli zainetti sobbalzanti, mi sono accorta di avere davanti frammenti di esistenze diverse ma che diventano il paradigma della vita, quella che puoi toccare qui e ora; chissà magari Giustina e Vittorio, come scrive Marco, in futuro si allontaneranno, ma ora, fuori da quella scuola, fanno un piccolo tratto insieme, si sono trovati. E come non concludere questa recensione con la canzone che mi ha tenuto compagnia durante la lettura, in testa e nelle orecchie, anche quando il cellulare era spento...

Lo strano percorso
Di ognuno di noi
Che neanche un grande libro un grande film
Potrebbero descrivere mai
Per quanto è complicato
E imprevedibile
Per quanto in un secondo tutto può cambiare
Niente resta com'è

In fondo è questo che stiamo cercando, qualcuno con cui fare quel percorso, magari per poco tempo, magari per tutta la vita, ma intanto ci avviamo no?

Chi l'ha detto che, dopo i trent'anni, gli uomini non hanno paura di restare single? E che l'orologio biologico esiste solo per le donne? Cesare, maestro elementare napoletano, ha le idee confuse sull'amore. Tanto romantico quanto cervellotico, si nasconde dietro teorie improbabili e comici segni del destino, ma in realtà soffre per un passato di storie sbagliate, incontri surreali, colpi di fulmine e bruschi risvegli, mentre i suoi amici sembrano aver capito tutto prima di lui. A trentacinque anni, Cesare è rimasto l'ultimo single del gruppo e non sa più cosa farsene della sua libertà. Vive con il gatto Thiago, gira per la città sulla sua Vespa, ha un discreto successo con le ragazze, eppure sempre più spesso la notte torna a casa da solo, con un peso sul cuore. Quando il suo amico Sandro, prossimo alle nozze, gli consegna l'invito con un + 1 che campeggia beffardo accanto al suo nome, Cesare decide di raccogliere la sfida: ha sei mesi per arrivare al ricevimento con una fidanzata. Ma come trovare finalmente la persona giusta? Marco Marsullo si fa portavoce della sua generazione e racconta le relazioni dal punto di vista dei maschi: le loro speranze, i loro desideri, ma anche le ombre, le fatiche, la paura di fallire. Rifuggendo dalle ipocrisie e dal lamento, costruisce un romanzo lucido e ironico, profondamente attuale. Uno spaccato tragicomico sull'affanno – e la meraviglia – di innamorarsi davvero.

TUTTE LE VOLTE CHE MI SONO INNAMORATO
di Marco Marsullo
Feltrinelli | I Narratori | 256 pagine
ebook €11,99 | cartaceo €18,00
28 aprile 2022 | link Amazon affiliato

Alla prossima





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