lunedì 21 settembre 2020

Recensione: L'ottava vita (per Brilka) - Nino Haratischwili

Buongiorno lettori!
Oggi vi parlo di un bel librone, in tutti i sensi. La lettura mi ha impegnato un bel po' ma devo dire che ne valeva proprio la pena. Si tratta di L'ottava vita (per Brilka) di Nino Haratischwili; ringrazio la Marsilio per la copia del romanzo.


L'OTTAVA VITA (PER BRILKA)
di Nino Haratischwili
Marsilio Editore | Romanzi e racconti | 1148 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €24,00
11 giugno 2020 | scheda Marsilio

La famiglia Jashi deve la sua fortuna (e la sua sfortuna) a una preziosa ricetta per una cioccolata calda molto speciale, destinata a essere tramandata di generazione in generazione con una certa solennità. Gli ingredienti vanno maneggiati con cura, perché quella bevanda deliziosa può regalare l'estasi, ma porta con sé anche un retrogusto amaro... Al tempo degli ultimi zar, Stasia apprende i segreti della preparazione dal padre e li custodisce nel lungo viaggio che, da una cittadina non lontana da Tbilisi, in Georgia, la porta a San Pietroburgo sulle tracce del marito, il tenente bianco-rosso arruolatosi pochi giorni dopo le nozze. È convinta che quella ricetta, come un amuleto, possa curare le ferite, evitare le tragedie e garantire alla sua famiglia la felicità. Ma allo scoppio della Rivoluzione d'ottobre, quando il destino della stirpe degli Jashi cambierà per sempre, capirà che si sbagliava. Tra passioni e violenze, incontri, fughe e ritorni, sei generazioni e sette donne - da Stasia, nata nel 1900, a Brilka, che vedrà la luce nel 1993 - attraversano l'Europa, da est a ovest, fino all'inizio del nuovo millennio, inseguendo i propri sogni e arrendendosi solo alla Storia. Alla ricerca del proprio posto nel mondo, le discendenti del famoso fabbricante di cioccolato percorrono il "secolo rosso", dando vita a una saga familiare avventurosa e tragica, romantica e crudele, in cui per il lettore sarà dolcissimo perdersi, e ritrovarsi.

Devo queste righe a un'infinità di lacrime versate, devo queste righe a me stessa, quella che lasciò la patria per trovarsi e tuttavia si perse sempre di più; ma soprattutto devo queste righe a te, Brilka.
Le devo a te perchè tu meriti l'ottava vita. Perchè si dice che il numero otto equivalga all'eternità, al fiume che ritorna. Ti dono il mio otto.

Una saga familiare, un libro che racchiude in sé una trilogia bella che pronta ma che invece con 1000 e passa pagine, grazie al cielo, la scrittrice ha deciso di proporci in un unico grande volume. Ma cosa troviamo in tutte queste pagine? Un secolo di Storia, un secolo di storie. Quella della Georgia, quella della Russia, quella dell'Europa dell'est e dell'Europa dell'ovest, ma anche, e soprattutto, quella della famiglia Jashi. Un secolo di racconto soprattutto al femminile, che ha inizio con la nascita di Stasia quando ancora c'era lo zar e che continua donna dopo donna con Christine, Katty, Elene, Daria, Niza e Brilka. Ma è anche un secolo di uomini forti e autoritari o colpiti e piegati. È un libro praticamente impossibile da riassumere per la quantità di aspetti e spunti che propone, per il gran numero di eventi, per le violenze, le fughe, gli incontri e la passione che racchiude. 

Non ve lo nego. 1140 pagine sono state impegnative, non si legge tutti i giorni un libro di questa mole. Eppure, non sono state pesanti. Pur essendo un libro molto storico non ho avvertito quella impostazione un po' manualistica che a volte si incontra. E dire che che qui la Storia non è un elemento accessorio, è una dei protagonisti. E non una Storia qualunque ma quella georgiana/russa del secolo scorso, quando, dopo secoli di Impero, la Rivoluzione d'ottobre cambiò tutto e impose un sistema di vita completamente diverso e per certi aspetti nuovo. Il comunismo, il socialismo, schiacciarono dall'oggi al domani un popolo fatto da popoli. Nel pieno di quella che era la Prima Guerra Mondiale, questo enorme paese si impose un modo di essere quasi unico per quegli anni. Noi poi siamo abituati a sentir parlare di Mosca, di San Pietroburgo, delle grandi città. Ma a far da satellite a tutto ciò c'erano tanti altri paesi, popoli, etnie che in un modo o nell'altro finirono sotto l'egida della Grande Madre Russia. Tra questi anche la Georgia, che con la sua capitale Tibilisi, è il fulcro del nostro racconto. Qui ha inizio la storia di Stasia e di suo padre, di sua sorella Christine, dei loro amori appassionati e dei loro dolori strazianti. Ma sempre qui troveremo la loro bis bis nipote, Brilka, non a chiudere il racconto ma diventarle anello fondamentale. 

L'ottava vita è un racconto intenso e potente, di quelli che ti danno la sensazione, a lettura conclusa, di aver scalato una montagna e di poter godere di una vista unica. È stata una lettura difficile emotivamente, ma non tecnicamente. L'autrice non ci risparmia nulla, dalle descrizioni, ai momenti di analisi personale, ai quadri storici più che dettagliati. Avrebbe potuto ottenere lo stesso risultato in maniera meno prolissa? Forse, perchè soprattutto sul finale la lunghezza si fa sentire, eppure non ho trovato niente di non utile, di eccessivo, di in più. L'unico appunto che mi sento di fare è qualche congiuntivo un po' stonato qua e là (che vabbè, oramai è la norma purtroppo....). 

Ho trovato in questo romanzo il senso della Storia, il suo non essere solo un'idea, ma qualcosa di tangibile e di vivo. Le vite di queste donne, i grandi eventi che hanno caratterizzato il '900 non viaggiano su due binari separati, ma, in maniera più o meno consapevole, si uniscono in un racconto unico e forte. 

Alla prossima






1 commento:

  1. Mi spaventa la mole, ma mi ispira da morire. Devo farmi coraggio!

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