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Recensione: Vie di fuga - Lucrezia Sarnari

Buongiorno lettori!
Inizia una settimana per me di fuoco dal punto di vista lavorativo. Pensatemi forte forte, perchè so già che mi faranno impazzire!
Ma bando agli indugi e vediamo come è stata la mia ultima lettura, Vie di fuga di Lucrezia Sarnari (per la cui copia ringrazio la Rizzoli).


VIE DI FUGA
di Lucrezia Sarnari
Rizzoli | Rizzoli narrativa | 304 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €18,00
3 giugno 2020 | scheda Rizzoli

"Sogna una storia 'alla Jane Austen' da sempre, ma vive Moravia." Non è l'inizio di una commedia romantica ma è la vita di Giulia, trentasette anni e il timore costante di aver scelto la strada sbagliata. L'unica volta che si è sentita in pace con la propria coscienza, perché non ha cercato la fine di una storia prima ancora di viverla e ha sposato suo marito, be' l'amore si è trasformato in quieto affetto. Nel frattempo ha trovato la sua via di fuga dalla realtà, quello che le sembra l'Amore con la "a" maiuscola, e si è incastrata in una conversazione a suon di notifiche che fanno trepidare il cuore, battute brillanti, selfie da inviare con nonchalance e ultimi accessi da controllare. Lui è Carlo, ed è sposato. Essere amanti è romantico solo il primo anno, e ai tempi della messaggistica istantanea solo il primo mese. Perché non c'è niente di peggio delle spunte blu quando lui visualizza e non risponde. Forse. Un giorno Internet salta, i social vanno in down, gli smartphone smettono di funzionare e "sta scrivendo" resta sullo schermo all'infinito. Non sono più i tempi di "Harry ti presento Sally", adesso c'è "Fleabag". E quando tutte le vie di fuga svaniscono e ti ritrovi in un bar di provincia a controllare ossessivamente la connessione che non torna, rimane soltanto una cosa da fare: smettere di rifugiarti nel mondo del "e se?", tirare fuori dal cellulare tutto quello che ci hai nascosto e prendere delle decisioni. Lucrezia Sarnari ci racconta quello che non si osa dire sui sentimenti e sull'amore ai tempi di WhatsApp. Leggendo questa storia inciampiamo nella vita di Giulia ma anche nelle nostre.


Come sarebbe la nostra vita senza cellulare e senza internet? Ammettiamolo, un disastro! Siamo oramai così abituati ad avere sempre in tasca con noi ogni informazione e la possibilità di sentire chiunque vogliamo quando vogliamo che senza questi aggeggi tecnologici ci sentiamo perduti.  Da questo spunto parte Vie di fuga e la storia di Giulia che un giorno si sveglia e scopre, insieme a tutta Perugia e mezza Italia, di non aver segnale. Il panico la assale subito perchè già vede in pericolo la sua relazione extraconiugale con Carlo, giornalista milanese, che immagina pronto a dimenticarla per tornare dalla legittima moglie. In un mix di oggi e ieri, seguiamo questi due giorni in cui Giulia, le sue amiche e i ragazzi a cui insegna gestiscono la "sconnessione" ma anche le proprie vite che sembrano andare a rotoli. 

Vie di fuga è un romanzo che scorre e si fa leggere, di quelli che macini in pochi giorni grazie ad un stile semplice ma mai banale, con quel pizzico poetico che non guasta. Tuttavia è anche un romanzo che non mi ha catturato e che, soprattutto, mi ha lasciata fredda nei confronti di una protagonista che (posso dirlo?) ho trovato antipatica come poche persone al mondo. Ebbene si, io e Giulia non potremmo mai essere amiche, perchè io sarò anche munita di una pazienza sconfinata, ma lei riesce a lagnarsi per 304 pagine senza sosta ed ad essere egoista davanti a qualsiasi cosa. Non importa se una tua migliore amica ti confessa un segreto delicato e importante o che una tua alunna ti chieda aiuto, niente! Giulia va dritta come un treno e si pone al centro della scena, con la sua storiella, anche un po' scontata, con un uomo che continuerà a portarla nei motel, che non la reclamerà mai sua e che non la farà mai felice. Per un semplice motivo: Giulia non sa essere felice, non sa cosa vuol dire esserci qui e ora per afferrare quella felicità che in fondo ha proprio davanti a se. A lei niente basta, ne la casa che Mattia accetta di comprare, ne lo stesso marito che le chiede almeno un tentativo. No, il problema per lei è che Mattia non la ricopre di certezze e di rassicurazioni, di "quanto ti amo" e "quanto sei bella". Quanta superficialità, quanta pochezza in questa donna che a 37 anni dimostra la maturità di una duenne viziata. 

Lo spunto del racconto, l'assenza di segnale dovuta ad un mistero a cavallo tra l'attacco terroristico e le radiazioni solari, mi era parso curioso e stimolante, poteva portare ad un romanzo molto interessante e, perchè no, anche divertente. Peccato che questo accenno iniziale non venga poi sviluppato e che il racconto risulti quindi monotono, senza alti o bassi, senza quel guizzo in più che avrebbe catturato il lettore. 

Non ho capito realmente lo scopo di tutto ciò: raccontare semplicemente queste vite? Mettere a confronto generazioni? Non lo so, ma se per capirlo mi devo fare tante domande per poi non giungere ad una risposta, beh forse mi viene da pensare che il messaggio non sia così chiaro fin dalla fonte. 
Mi spiace, perchè avevo iniziato la lettura con un certo entusiasmo e, invece, l'ho conclusa con una forte delusione e anche un po' di fastidio davanti alla classica bella idea che si perde e si confonde. 

Alla prossima


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