mercoledì 11 marzo 2020

[Bookswiffer] Recensione: Kitchen Confidential. Avventure gastronomiche a New York - Anthony Bourdain

Buongiorno lettori!
Che vi aspettate il mio pippozzo sulla situazione? Ebbene vi stupirò, io non vi dirò niente perchè non sono un esperto e lascio a chi lo è il compito di informare su cosa stia succedendo. Dal mio vi dico solo di stare a casa e di ragionare bene prima di fare qualsiasi cosa. 

Ora che alla fine vi ho detto anche la mia (ma avanti, pensavate di peggio) arriviamo al post di oggi. Questo mese mi sono preparata in anticipo e ho già letto il libro per Bookswiffer, la rubrica più intelligente che ci sia perchè sta a casa e non va a fare file assurde in giro! Come ogni mese Laura La Libridinosa e la Bacci di Due Lettrici quasi perfette hanno scelto per me una lettura tra le cinque proposte. La mia cinquina per questo mese era:

  • Il mio anno di riposo e oblio - Ottessa Moshfegh, Feltrinelli
  • Kitchen Confidential - Anthony Bourdain, Feltrinelli
  • La vita fino a te - Matteo Bussola, Einaudi
  • Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore - Susanna Casciani, Mondadori
  • I segreti della domestica ribelle - Fiona Mitchell, Mondadori
E loro hanno scelto... rullo di tamburi... Kitchen Confidential. Avventure gastronomiche a New York di Anthony Bourdain!... Ma come fate ad indovinare tutte le volte?? Ah, il titolo...


KITCHEN CONFIDENTIAL
AVVENTURE GASTRONOMICHE A NEW YORK
di Anthony Bourdain
Feltrinelli | Universale Economica | 304 pagine
ebook €6,99 | cartaceo € 9,50
26 maggio 2005 | scheda Feltrinelli

Dopo una gioventù dissipata, all'insegna di droghe e contestazione, Bourdain diventa uno dei cuochi più famosi di New York. Questo libro è il racconto di un'avventura culinaria, uno sguardo dietro le quinte che rivela gli orrori della ristorazione, gli ideali traditi e quelli realizzati. L'autore offre al lettore agghiaccianti informazioni su quanto accade all'interno di una cucina (anche quella dei ristoranti più famosi), ma nonostante gli avvertimenti più minacciosi ricorda che il nostro corpo non è un tempio ma un parco-divertimenti e non dobbiamo condannarlo a una vita di rigore e castità alimentare.
La mia carriera, non certo fulgida, potrebbe indurvi a pensare che tutti i cuochi di linea sono dei degenerati, degli amorali, dei drogati, dei profughi, dei teppisti ubriachi, dei ladruncoli, delle sgualdrine e degli psicopatici. Non sareste poi così lontani dalla verità.

Erano anni che desideravo leggere questo libro. Il motivo non è ben definito. Un po' perchè mi incuriosiva il personaggio Anthony Bourdain, tanto geniale quanto sopra le righe, un po' perchè anni fa guardai la serie tv che avevano tratto proprio questo libro e che ne porta il nome. Ad interpretare il ruolo di Bourdain, perchè di biografia si parla, era un giovane Bradley Cooper che, guarda caso una decina di anni dopo si troverà ad interpretare il ruolo di uno chef di successo ma dalla vita sregolata in un film (Il sapore del successo). Ora tralasciamo il buon Bradley (peccato...), non mi aspettavo ovviamente che libro e serie tv fossero affini, per carità, ma non credevo neanche di trovarmi davanti a questa lettura.

Non vi posso raccontare la storia neanche in soldoni, perchè una vera e propria storia non c'è, è più un assemblaggio di fatti ed episodi accaduti a Bourdain durante la sua formazione di cuoco e i primi lavori. Ci spostiamo da un ristorante all'altro, da una tavola calda ad una steakhouse, ma incredibilmente ogni posto riesce ad essere peggio dell'altro, tra pesce usato e riusato, chef molestatori seriali, capi molto simili al Padrino e fallimenti su fallimenti. Certo, alcune perle di gran saggezza mi sono sembrate piuttosto ovvie, prima fra tutte mai ordinare il pesce di lunedì, che voi siate a New York come a Gatteo a Mare. 

Tuttavia il problema più grosso che ho trovato è stato non avere un filo logico da seguire. A volte i racconti avevano un ordine cronologico, altre no, a volte avevano un senso per argomento altre no. Insomma, c'era un po' di confusione che si è voluta mascherare con uno humor non sempre divertente o con effetti speciali, come il mettere cocaina e droghe varie in ogni angoletto del racconto. Il tentativo era di scandalizzare il lettore e fargli capire che dietro ad un meraviglioso piatto gustato al ristorante c'erano sangue, sudore e un buon pusher? Non credo che nei primi anni 2000 questo potesse scandalizzare tanto un buon lettore (che sicuramente aveva vissuto, o almeno ne aveva sentito parlare, i meravigliosi anni '80), figuriamoci negli anni a venire. Certo, eravamo ancora abbastanza lontani dagli chef star, dai Masterchef e dalle cucine da incubo e in questo Bourdain fu un vero precursore, anticipando il ruolo di cuoco senza cappello buffo e camice candido e immacolato, ma mostrando anche peccati e peccatucci, orari impossibili e condizioni precarie di chi dietro ai fornelli cercava la prova postazione.

Meno edificanti (e divertenti) i passaggi educativi di questo libro, quelli in cui Bourdain sfoggia consigli e si mette in cattedra per educare le future leve culinarie. Per farvela breve... noia noia noia (no niente gioie, ma oramai siamo abituati).

In conclusione, un libro che ho fatto fatica a leggere perchè tutto un po' troppo scollegato, che cerca l'effetto ma non ne ottiene molto.

Alla prossima



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