Recensione: Niente tranne il nome - Andrea Maggi

Buon mercoledì lettori!
Forza e coraggio che siamo già a metà settimana e il sabato si avvicina! 
Io oggi torno a scrivere sulle mie pagine per proporvi una nuova recensione. Vi parlerò di Niente tranne il nome di Andrea Maggi.

Niente tranne il nome
di Andrea Maggi
Garzanti | Narratori moderni | 220 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €16,90
8 giugno 2017 | scheda Garzanti


Trama
La nebbia mattutina avvolge un casolare di campagna perso nel nulla, le mura divorate dalla vegetazione e dall'incuria. A qualche passo di distanza il gorgoglio di un ruscello d'acqua limpida, fredda. Appena screziata da un rivolo rosso sangue. Il corpo ritrovato appartiene a Mauro Rosso, bidello dell'istituto Galileo Galilei. L'ultima persona ad averlo visto vivo è il professor Fulvio Romoli. A quarantun anni, Fulvio sta cercando disperatamente di ricostruirsi una vita dopo il divorzio: si aggrappa alla passione per la pittura e - bisogna ammetterlo - a qualche sigaretta e a qualche bicchiere di troppo. E soprattutto al suo lavoro d'insegnante, cerando di aiutare alunni problematici come Chiara, ragazza difficile e pluriripetente, e l'amica Veronica, vittima di bullismo. Ma ormai l'omicidio ha rivelato che la serenità del suo ambiente scolastico di provincia, scosso dalla notizia di quella morte violenta, è solo apparente. Tra le aule silenziose e tra i banchi innocenti si nascondono verità inconfessabili. Fulvio viene coinvolto in prima persona nelle indagini: è stato lui l'ultimo a incontrare la vittima al bar, la sera prima. È stato lui a carpirne le ultime, enigmatiche parole. E mentre le ricerche della polizia si concentrano sui vecchi compagni di scuola di Mauro, Fulvio scopre di avere un intuito che non conosceva. Un intuito che finalmente dopo anni sembra dare un senso nuovo alla sua vita. Un intuito che gli permette di smascherare la rete di segreti e ricatti in cui affonda la soluzione del mistero.

Arrivata più o meno a metà lettura ammetto che non ero molto convinta di questo libro. Stentavo un po' nella lettura, la storia mi sembrava procedere lentamente e lo stile a volte scivolava troppo nel ricercato perdendo di naturalezza. Ma lo sapete, testarda sono e sono pochi i libri che abbandono a metà strada, men che meno un giallo. E in questo caso sono stata premiata, perchè la storia ad un certo punto ingrana, incuriosisce e il giallo di cattura. 

Siamo nella zona di Pordenone, in un casolare di campagna viene trovato il cadavere del bidello della vicina scuola media. Partono immediatamente le indagini del commissario D'Avanzo e le prime domande scattano proprio tra i banchi della scuola in cui lavorava la vittima. Ultimo ad averlo visto vivo è il professore di italiano Fulvio Romoli. Ma presto il quadro investigativo si arricchisce di nuove piste da seguire: una ex moglie, il fratello gemello, gli ex compagni di scuola. Chi sarà il colpevole? Come nei migliori gialli niente è come sembra e prima di arrivare alla risoluzione del caso ci saranno tante cose da scoprire.

Come dicevo la prima metà non mi ha coinvolto molto perchè le indagini sembrano andare troppo  a rilento. Col senno di poi il motivo è presto detto: serve spazio per presentare le storie di tutti i personaggi e vi posso garantire che sono tanti e non hanno in generale vite semplici. Naturalmente leggendo la logica va a farsi un po' benedire e vorresti solo sapere e capire cosa è successo quella sera fuori da quel casolare. Noi lettori, mai contenti e assetati di conoscenza siamo proprio incontentabili. Ma tant'è...
La secondo metà invece scorre che è un piacere e l'ho divorata in un paio d'ore. Sarà che la storia era già un po' andata avanti, sarà che mi sono immersa nell'atmosfera del racconto, sarà la curiosità ... sta di fatto che il libro mi ha veramente catturata.
Trovo un po' difficile parlarvi dei personaggi perchè è come se non ci fosse un vero e legittimo protagonista. Il professor Romoli certo spicca, così come Chiara, ma non mi sento di definirli dei veri protagonisti. Dovrei parlarvi di tutti ed è impossibile. Quello che mi ha colpito però è il presentare la vita di tutti i personaggi, mostrarne le difficoltà, gli scivoloni e le risalite senza allontanarsi troppo dal filo centrare, cioè dall'omicidio. Tutti ruotano intorno a questo Mauro Rosso, morto in una pozza d'acqua, pur avendo un labile contatto con lui, ma di tutti sappiamo molte cose e in particolare le vicissitudini che li hanno portati in quella scuola, in quel paese.
E poi c'è lui, il collegamento con il fatto veramente accaduto. Non vi dirò quale, ma sappiate che c'è e viene utilizzato dall'autore per aprire e chiudere il cerchio della storia. Ne ho capito la necessità, ma ho sentito il suo utilizzo nella storia un po' forzato, poco credibile.
Non avevo letto nulla di Andrea Maggi prima di questo romanzo, sapevo dalla quarta di copertina chi era (si l'ho visto tutto Il Collegio l'anno scorso e ieri sera mi sono guardata pure l'inizio della seconda serie) e devo dire che ho ritrovato nel romanzo quello che traspare dalla tv, nelle descrizioni, nelle puntualizzazioni e come dicevo all'inizio anche nel linguaggio a volte un po' troppo forbito e freddo. Questo ovviamente non mi ha fatto entrare nella giusta sintonia con i personaggi, se non con Chiara e Veronica che francamente ho trovato essere quelli meglio riusciti.
In conclusione, un bel giallo che poteva essere bellissimo smussando un po' gli angoli e facendo sentire più coinvolto il lettore.

Alla prossima


Commenti

  1. Peccato mi piaceva la copertina ed ero invogliata a prenderlo ma non so se farlo ora :(

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  2. Dovevo leggerlo ad agosto e niente. Dovevo leggerlo a settembre e niente. Mi sa che non è proprio il suo momento, lo rimanderò a tempi più tranquilli (se mai arriveranno!).

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  3. A me è piaciuto più l'inizio della seconda parte, questione di gusti! La storia è carina, ma lo stile proprio non mi ha convinta! Hai ragione, a volte perde in naturalezza :)

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  4. sono molto tentata da questo titolo. lo avevo già adocchiato ma per ora la mia biblioteca ancora non lo ha preso. aspetterò vista la tua recensione!

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    1. Aspetta la biblioteca in caso e poi vedi se dargli la sua occasione

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