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Buongiorno lettori!
Pronti per una delle più classiche Unpopular Opinion? La recensione di oggi riguarda La guerra dei papaveri di R.F. Kuang, dove leggo leggo vedo opinioni più che positive, ma... si insomma a me non è andato né su né giù.


LA GUERRA DEI PAPAVERI
(The Poppy War #1)
di R.F. Kuang
Mondadori | Oscar Fantastica | 508 pagine
ebook €9,99 | cartacea €22,00
13 ottobre 2020 | scheda Mondadori

Rin ha passato a pieni voti il kÄ“jÇ”, il difficile esame con cui in tutto l’Impero vengono selezionati i giovani più talentuosi che andranno a studiare all’Accademia. Ed è stata una sorpresa per tutti: per i censori, increduli che un’orfana di guerra della provincia di JÄ« potesse superarlo senza imbrogliare; per i genitori affidatari di Rin, che pensavano di poterla finalmente dare in sposa e finanziare così la loro impresa criminale; e per la stessa Rin, finalmente libera da una vita di schiavitù e disperazione. Il fatto che sia entrata alla Sinegard – la scuola militare più esclusiva del Nikan – è stato ancora più sorprendente.
Ma le sorprese non sono sempre buone.
Perché essere una contadina del Sud dalla pelle scura non è una cosa facile alla Sinegard. Presa subito di mira dai compagni, tutti provenienti dalle famiglie più in vista del Paese, Rin scopre di avere un dono letale: l’antica e semileggendaria arte sciamanica.
Man mano che indaga le proprie facoltà, grazie a un insegnante apparentemente folle e all’uso dei papaveri da oppio, Rin si rende conto che le divinità credute defunte da tempo sono invece più vive che mai, e che imparare a dominare il suo potere può significare molto più che non sopravvivere a scuola: è forse l’unico modo per salvare la sua gente, minacciata dalla Federazione di Mugen, che la sta spingendo verso il baratro di una Terza guerra dei papaveri.
Il prezzo da pagare, però, potrebbe essere davvero troppo alto.

Buongiorno lettori!
Questa settimana è inizia in modalità pigrizia. Questa recensione doveva, infatti, andare on line già ieri ma ammetto di aver avuto un po' il blocco del blogger e di non aver avuto voglia di mettermi al computer. Oltre al blocco del lettore può capitare anche questa,  ma basta fare un piccola pausa e ritornare più carichi di prima! Quindi eccomi qua con la recensione di Ciò che nel silenzio non tace, libro di esordio di Martina Merletti, gentilmente inviatomi da Einaudi. 


CIÃ’ CHE NEL SILENZIO NON TACE
di Martina Merletti 
Einaudi | I coralli | 271 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €18,00
23 febbraio 2021 | scheda Einaudi 

1944, carcere Le Nuove di Torino. Una suora prende in braccio il bambino di una prigioniera in transito per Birkenau, lo addormenta con una pezza imbevuta di vino e riesce a portarlo fuori nel carrello della biancheria. Piú di cinquant’anni dopo una giovane donna scopre che quella vicenda la riguarda da vicino, sale in moto e decide di seguirne le tracce. A poco a poco il passato si ricompone, nonostante i molti silenzi e i numerosi depistaggi della Storia: i bombardamenti, l’occupazione nazista, lo sfollamento, gli accidenti del dopoguerra.

Agosto 1944. Una suora ribelle e coraggiosa sottrae un neonato da una cella del carcere Le Nuove di Torino facendolo scivolare nel carrello della biancheria: è il figlio di una deportata, destinato a morte certa. Si sa, la lavanderia non è affare dei tedeschi, e il piú delle volte i carrelli entrano ed escono dalle mura senza essere frugati. Ora il bambino dorme tranquillo, ma qualcuno dovrà prendersi cura di lui. Ottobre 1999. Una giovane donna sale in moto per cercare le tracce del fratello di cui fino a quel momento ha ignorato l’esistenza. La verità sul suo passato diventa una priorità che a lungo pare irraggiungibile. A unire questi due punti nel tempo è l’arco della vita di quel ragazzo sempre un po’ fuori posto, delle donne dure e forti che lo hanno salvato e accompagnato, legate dal medesimo segreto, e di un Paese lacerato e recalcitrante, che attraversa la guerra e il dopoguerra in perenne lotta con se stesso. Prendendo spunto da un fatto realmente accaduto Martina Merletti intreccia documenti e finzione, rivelando uno straordinario talento narrativo. Questa giovanissima scrittrice disegna figure indimenticabili, silenziose e caparbie, ed evocando con la stessa forza espressiva il passato e il presente firma un romanzo che ci coinvolge e ci commuove a ogni pagina.

Buongiorno lettori!
Il libro di cui vi parlerò oggi mi è saltato all'occhio non appena ho visto la scheda su Amazon per quel titolo buffo e strano. Le balene mangiano da sole di Rosario Pellecchia è uscito ieri in tutto le librerie, io grazie all'ufficio stampa Feltrinelli ho potuto leggerlo in anteprima. Volete un piccolo spoiler? Un piccolo capolavoro da comprare subito!


LE BALENE MANGIANO DA SOLE
di Rosario Pellecchia
Feltrinelli | I Narratori | 272 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €16,00
4 marzo 2021 | scheda Feltrinelli

Bicicletta, musica nelle cuffie e via, verso la prossima consegna. Napoletano ventitreenne trapiantato a Milano, Gennaro Di Nola detto Genny, di professione rider, si diverte a indovinare il tipo di persona che gli aprirà la porta in base al cibo che ha ordinato. Quei pochi secondi in cui sbircia nella vita degli altri, fermo sul loro zerbino, sono per lui una tentazione irresistibile, ed è difficile che sbagli a tracciare un profilo. Una sera però, contro ogni pronostico, incontra Luca: dodici anni, capelli a spazzola con un po' di crestina, maglia del Napoli e un secchio grande di pollo fritto di Crispy World da mangiare da solo. La madre è uscita, il padre non c'è mai stato: è in un posto lontano a dar da mangiare alle balene, o almeno così gli è stato detto. Un'assenza che si riflette nei suoi occhi nerissimi e profondi, in cui Genny intuisce un dolore che li accomuna. Bastano poche battute perché il ragazzino riesca a convincerlo a entrare in casa per guardare insieme la Champions League in tv. Di partita in partita, nasce così un'amicizia tenera e un po' surreale, nonostante la diffidenza iniziale della madre di Luca, restia a fidarsi di uno sconosciuto. Finché Luca annuncia di voler andare a Napoli con Genny. Sarà una grande avventura e, al tempo stesso, un salto nel passato. Per poter finalmente andare incontro al futuro.

Buongiorno lettori, 
neanche un mega black out della linea internet nella mia zona mi ha fermata dal preparare questa recensione. Vi parlerò di un libro bello e intenso, di quelli ti incollano alle pagine e che ti fanno fare fare capriole, lacrime, sorrisi. Si tratta di Le Amazzoni di Manuela Piemonte, per la cui copia ringrazio la Rizzoli.


LE AMAZZONI
di Manuela Piemonte
Rizzoli | La Scala | 393 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €18,00
16 febbraio 2021 | scheda Rizzoli

È una notte di luna piena quando, nella Libia dominata dagli italiani, Sara e Angela, nove e sette anni, vedono una donna a cavallo. Con un incedere libero e fiero, sembra prendere la rincorsa verso il cielo, senza voltarsi. Di lì a poco sono costrette a partire con la sorella minore Margherita, ma l'immagine dell'amazzone non la dimenticheranno più. È il 1940 e le attende il campo estivo del regime, tre mesi in Italia insieme a bambini come loro: tredicimila figli di coloni libici, lì per imparare la disciplina e i doveri di ogni buon fascista. Ma appena un giorno dopo il loro sbarco, Mussolini pronuncia la dichiarazione di guerra e la vacanza in Toscana di un'estate si trasforma in una prigionia infinita. Le tre sorelle crescono indossando una divisa, la testa rasata, piccole operaie della dittatura in balia di regole feroci, della propaganda e di un mondo senza più genitori. Quando la voglia di tornare a casa si fa insostenibile e i tentativi di fuga falliscono, quando l'incontro con donne magnifiche, ribelli, non basta a salvarle, nei loro cuori rimane il ricordo della guerriera a cavallo nel deserto. Manuela Piemonte ci consegna un romanzo che pulsa e ammalia, fatto di vite spezzate, crescite fulminee e bambine che sono, a modo loro, delle amazzoni. E con una prospettiva inedita riporta alla luce un pezzo di Storia dimenticato. Per ricordarsi sempre di chi, prima di noi, ha lottato per una vita diversa.

Buongiorno lettori!
E buon inizio marzo, che per me e per chi vive in Romagna avrà da domani un nuovo colore, l'arancione scuro. Facciamo anche queste due settimane e speriamo che serva a qualcosa.
Ma bando alle tristezze, parliamo di libri, anzi parliamo di recap! Perchè come ogni primo del me è tempo di fare il punto della situazione.

Nonostante febbraio sia mese corto ho letto parecchio ma anche abbandonato un libro:


  • Zarina - Ellen Alpsten, DeA Planeta Libri ⭐⭐⭐⭐
  • Il giorno del sacrificio - Gigi Paoli, Giunti ⭐⭐⭐⭐⭐
  • Niente caffè per Spinoza - Alice Cappagli, Einaudi ⭐⭐⭐
  • L'arte di restare a galla - Valentina Ferrari, Mondadori ⭐⭐⭐½
  • Il ritratto notturno - Laura Morelli, Piemme ⭐⭐
  • La regina senza corona - Lisa Laffi, Tre60 ⭐⭐⭐⭐½
Mentre ho abbandonato:
  • Il predatore di anime - Vito Franchini, Giunti
Buongiorno lettori!
Oggi torno da voi eccezionalmente di sabato perchè febbraio si appresta a terminare e io ancora non vi ho fatto vedere cosa uscirà a marzo. Anche nel terzo mese dell'anno ci sarà qualche chicca in uscita. Qui di seguito, come sempre, troverete una piccola selezione ma nel Calendario delle Uscite e su Instagram ( tra un pochino eh) ne troverete tante tante altre.


LE BALENE MANGIANO DA SOLE
di Rosario Pellecchia
Feltrinelli | I Narratori | 272 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €16,00
4 marzo 2021 | scheda Feltrinelli

Bicicletta, musica nelle cuffie e via, verso la prossima consegna. Napoletano ventitreenne trapiantato a Milano, Gennaro Di Nola detto Genny, di professione rider, si diverte a indovinare il tipo di persona che gli aprirà la porta in base al cibo che ha ordinato. Quei pochi secondi in cui sbircia nella vita degli altri, fermo sul loro zerbino, sono per lui una tentazione irresistibile, ed è difficile che sbagli a tracciare un profilo. Una sera però, contro ogni pronostico, incontra Luca: dodici anni, capelli a spazzola con un po' di crestina, maglia del Napoli e un secchio grande di pollo fritto di Crispy World da mangiare da solo. La madre è uscita, il padre non c'è mai stato: è in un posto lontano a dar da mangiare alle balene, o almeno così gli è stato detto. Un'assenza che si riflette nei suoi occhi nerissimi e profondi, in cui Genny intuisce un dolore che li accomuna. Bastano poche battute perché il ragazzino riesca a convincerlo a entrare in casa per guardare insieme la Champions League in tv. Di partita in partita, nasce così un'amicizia tenera e un po' surreale, nonostante la diffidenza iniziale della madre di Luca, restia a fidarsi di uno sconosciuto. Finché Luca annuncia di voler andare a Napoli con Genny. Sarà una grande avventura e, al tempo stesso, un salto nel passato. Per poter finalmente andare incontro al futuro.

Buongiorno lettori!
Oggi vi parlo di un libro che mi è molto piaciuto ed è riuscito a rasserenarmi dopo una lettura un po' così e un'altra addirittura abbandonata, La regina senza corona di Lisa Laffi.


LA REGINA SENZA CORONA
di Lisa Laffi
Tre60 | Narrativa | 312 pagine
ebook €7,99 | cartaceo €14,90
23 luglio 2020 | scheda Tre60

1483: Margherita ha solo tre anni quando il padre, Massimiliano d'Asburgo, imperatore del Sacro Romano Impero, la promette in sposa a Carlo VIII, re di Francia, per porre fine ai contrasti tra francesi e fiamminghi. Nello splendido castello di Amboise, la duchessa cresce spensierata, ma quando, anni dopo, Carlo VIII stipula per sé un accordo matrimoniale più vantaggioso, a Margherita non resta che tornare nelle Fiandre. Finalmente può dedicarsi anima e corpo alla sua passione principale, l'arte, e così conosce Conrad Meit, scultore che apprezza e di cui s'innamora perdutamente. L'imperatore, però, sta già stringendo una nuova alleanza matrimoniale, che la porterà a indossare la corona di Spagna. Ancora una volta lontana da casa, Margherita trascorre un periodo felice con il marito, il Principe delle Asturie. Ma Giovanni è fragile e malato, e pochi mesi dopo la ragazza è vedova. Tornata nelle Fiandre, Margherita lentamente ritrova la serenità. Ha imparato che una donna può essere artefice del proprio destino, e sceglie di essere "sovrana" in campo artistico. Ma l'imperatore del Sacro Romano Impero non può accettare che Margherita rinunci al suo destino di regina... Tra amori, intrighi di palazzo e una grande passione per l'arte, il ritratto di una donna coraggiosa che ha sfidato le regole del suo tempo, mostrando a tutti le qualità davvero necessarie per essere regina.

Buongiorno lettori!
Nuova settimana, nuova recensione. Oggi vi parlo di un libro che ho scoperto un po' per caso nelle mie peregrinazioni tra le novità in uscita nel 2021 e che mi aveva attratto come api il miele. Ecco, forse sarebbe stato meglio mettere il miele nel tè e leggere altro. Ma ora vi spiegherò meglio perchè Il ritratto notturno di Laura Morelli mi abbia delusa.


IL RITRATTO NOTTURNO 
di Laura Morelli
Piemme | 395 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €19,99
12 gennaio 2021 | scheda Piemme

«Un romanzo avvincente e allo stesso tempo una riflessione affascinante su eredità, senso di colpa, complicità, orrori di guerra e, soprattutto, sul potere singolare dell'arte.» (Alyssa Palombo, autrice di "Le confessioni dei Borgia. Milano, 1490"). Cecilia Gallerani è solo una sedicenne alla corte di Ludovico il Moro quando l'amore di quest'ultimo e il genio del suo pittore di corte, Leonardo da Vinci, congiurano per farla passare alla Storia. Immortalata per sempre, cinquecento anni dopo sarà ancora lì, a stringere il suo ermellino candido, in uno dei ritratti più famosi dell'arte. Ma lei questo non può immaginarlo: quel che le interessa è l'amore di Ludovico, e la speranza di diventare, un giorno, la signora di Milano, nonostante la presenza della moglie Beatrice d'Este. Monaco, 1939. Ben altre passioni agitano Edith, curatrice museale nella Germania nazista. Inconsapevolmente, si ritrova coinvolta nell'espropriazione sistematica delle collezioni d'arte dei mercanti ebrei a opera dei nazisti. Finché, un giorno, si rende conto che obbedire agli ordini vuol dire macchiarsi dello stesso crimine dei suoi superiori. E così comincia, clandestinamente, a tracciare tutto ciò che viene rubato e trasferito nelle ville dei gerarchi nazisti. Fino a quando, proprio uno di loro, Hans Frank, il "Macellaio della Polonia", la sceglie come sua collaboratrice personale. Hans espone nel suo ufficio il meraviglioso quadro che ritrae la giovane Cecilia Gallerani, la "Dama con l'ermellino", di cui ben presto si perderanno le tracce. Intrecciando le storie di due donne legate, a cinquecento anni di distanza, dallo stesso quadro, Laura Morelli infonde la sua profonda conoscenza dell'arte rinascimentale in un romanzo storico palpitante e ricco come i dipinti che descrive. Dalla Milano di Leonardo da Vinci e Ludovico il Moro alla Germania nazista e alla Polonia invasa, l'incredibile destino di un capolavoro che ha resistito alle intemperie della Storia.

Buongiorno lettori!
La mia giornata sul blog inizia con una nuova recensione. Oggi vi parlo di un libro appena uscito per Mondadori, L'arte di restare a galla di Valentina Ferrari.


L'ARTE DI RESTARE A GALLA
di Valentina Ferrari
Mondadori | Narrative | 180 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €18,00
9 febbraio 2021 | scheda Mondadori

Amelia è stata una bambina studiosa e responsabile, poi un'adolescente studiosa e responsabile e oggi è una quasi trentenne delusa e responsabile. Tra sette giorni compie trent'anni e la sua nuova occupazione preferita è stilare liste dei suoi fallimenti. L'ultima è venuta più lunga del previsto: abita nella cantina dei suoi genitori, per mantenersi scrive articoli di tendenza per una rivista hipster, ma siccome è sottopagata deve anche portare a spasso il cane della vicina tre volte al giorno e fare la cameriera in un pub del centro pieno di adolescenti ubriachi. È circondata da amici che si sposano, accendono mutui e mettono al mondo figli, mentre lei è confusa e incapace di dare una direzione alla sua vita, di distinguere i suoi desideri dalle pressioni della società. In ogni caso il suo fidanzato è troppo concentrato sulla sua carriera di poeta squattrinato per occuparsi del loro futuro, perciò i migliori consulenti esistenziali che Amelia ha a disposizione sono i quattro pensionati con cui ha fatto amicizia al parchetto dei cani, ma basteranno i loro simpatici consigli in romanesco a guidarla? E come se tutto questo non fosse abbastanza, il direttore della rivista ha deciso di metterla alla prova, chiedendole di scrivere un assurdo pezzo sulla storia vera di trentamila paperelle di plastica finite in mezzo all'oceano dopo un incidente navale. La consegna naturalmente è fissata tra sette giorni. Parte così il conto alla rovescia: Amelia ha sette giorni per scrivere l'articolo più cool della sua carriera ed evitare di essere licenziata, sette giorni per cercare di capire se è ancora innamorata – e di chi – e cosa vuole veramente dalla vita: meglio continuare ad annaspare o tuffarsi e lasciarsi trasportare dalla corrente? Questo esordio, costellato dialoghi intrisi di ironia, racconta le paure e le speranze di una ragazza in cerca del suo posto nel mondo, la fatica di avere trent'anni, la sensazione del tempo che sfugge dalle mani. E, con grazia e umorismo, tenta di esorcizzare i mostri che abitano nella testa di una giovane donna di oggi.
Buongiorno lettori!
Inizio la settimana con un nuovo appuntamento di Bookswiffer, la rubrica mensile del brilla e ammira! Ora, fatemi avviare il mio robottino pulisci pavimenti mentre taggo La Libridinosa e la Bacci di Due lettrici quasi perfette e tiro fuori i cinque titoli di questo mese. Loro ne hanno scelto uno solo da farmi leggere a febbraio. Questa è la mia cinquina:
  • Quasi giallo - Enrico Giannichedda, Edipuglia Edizioni
  • L'uomo nero e la bicicletta blu - Eraldo Baldini, Rizzoli Bur
  • Signore e signori - Alan Bennett, Adelphi
  • Niente caffè per Spinoza - Alice Cappagli, Einaudi
  • Il mio anno di riposo e oblio - Ottessa Moshfegh, Feltrinelli
Laura e la Bacci hanno scelto per me... Niente caffè per Spinoza di Alice Cappagli.


NIENTE CAFFÈ PER SPINOZA
di Alice Cappagli
Einaudi | Super ET | 278 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €12,00
16 giugno 2020 | scheda IBS

Quando all'ufficio di collocamento le propongono di fare da cameriera e lettrice a un vecchio professore di filosofia che ha perso la vista, Maria Vittoria accetta senza pensarci due volte. Il suo matrimonio sta in piedi «come una capannuccia fatta con gli stuzzicadenti» e tutto, intorno a lei, sembra suggerirle di essere arrivata al capolinea. Il Professore la accoglie nella sua casa piena di vento e di luce e basta poco perché tra i due nasca un rapporto vero, a tratti comico e mordace, a tratti tenero e affettuoso, complice. Con lo stesso piglio livornese gioioso e burbero, Maria Vittoria cucina zucchine e legge per lui stralci di Pascal, Epitteto, Spinoza, Sant'Agostino, Epicuro. Il Professore sa sempre come ritrovare le verità dei grandi pensatori nelle piccole faccende di economia domestica e Maria Vittoria scopre che la filosofia può essere utile nella vita di tutti i giorni. Ogni lettura, per lei, diventa uno strumento per mettere a fuoco delle cose che fino ad allora le erano parse confuse e raccogliere i cocci di un'esistenza trascorsa ad assecondare gli altri. Intorno c'è Livorno, col suo mercato generale, la terrazza Mascagni e Villa Fabbricotti, le chiese affacciate sul mare. E una girandola di personaggi: gli amici coltissimi del Professore, la figlia Elisa, la temibile Vally, cognata maniaca del controllo, la signora Favilla alla costante ricerca di un gatto che le ricorda il suo ex marito, i vecchi studenti che vengono a far visita per imbastire interminabili discussioni. E poi Angelo, ma quello è un discorso a parte. A poco a poco Maria Vittoria e il Professore s'insegneranno molto a vicenda, aiutandosi nel loro opposto viaggio: uno verso la vita e l'altro - come vuole l'ordine delle cose - verso la morte. Senza troppi clamori, con naturalezza, una volta chiuso il libro ci rendiamo conto che la lezione del Professore sedimenta dentro a tutti noi: dai libri che amiamo è possibile ripartire sempre, anche quando ogni cosa intorno ci dice il contrario.

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