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Buona domenica amici lettori!
Siete sopravvissuti ai pranzi e alle cene natalizie? Ora qualche giorno di pausa e poi si riprende con Capodanno. Io se vedo un'altra teglia di cannelloni muoio! E i regali? Vi è arrivato qualcosa di interessante? Io soldi (e già sto preparando un ordine su Mondadori), libri e il box per vedere Sky in camera (telefilm sempre e comunque!).
Prima di spiaggiarmi davanti alla tv (una volta tanto ci sta) vi lascio con la recensione di Il sigillo di Aniox. La Rosa di Gerico di Chiara De Martin.
 

Titolo: La Rosa di Gerico
Serie: Il sigillo di Aniox #3
Autore: Chiara De Martin
Editore: Piazza Editore
Pagine: 316
Cartaceo: € 15,00
Data di pubblicazione: 4 maggio 2015
Link Amazon: Il sigillo di Aniox. La rosa di Gerico

TRAMA

Dopo aver lasciato il Leheda attraversando un portale, Rut, Jack, Agata e Roy, i Figli di Aniox, si trovano sulle montagne al confine del Regno. Innanzi e tutto attorno a loro si estendono picchi rocciosi, ostili, apparentemente privi di qualsiasi forma di vita. Tuttavia, tutti sanno qual è il loro compito: devono trovare l’amuleto creato dagli Antichi Fondatori e abbandonato nel castello dove fu forgiato, nel Centro del Mondo, per sconfiggere il Destinato e liberare la dimensione dal suo giogo. Senza alcun tipo di mappa, solo Rut li può guidare verso la meta, seguendo i sogni che tormentano le sue notti. Ma il percorso è lungo e non certo privo di pericoli. Il Destinato li sta cercando e Rut sa, come lo sanno tutti, che se Sean può rintracciarli, allora può arrivare anche al Centro del Mondo e all’amuleto. E anche se essi riusciranno alla fine a raggiungere il castello di Aniox e a vedere il suo Sigillo, qualcuno li aspetta nei sotterranei della fortezza, e non tutto potrebbe andare come previsto. Dopotutto, Rut non ha mai dimenticato che su di loro incombe anche una profezia di morte… 



Dopo un annetto circa torno nel mondo creato da Chiara. Siamo oramai arrivati al capitolo conclusivo di questa trilogia che vede come protagonista Rut, un ragazza normale che si scopre principessa di un mondo lontano minacciato dal Destinato, al secolo Sean, che vuole tutto sotto il proprio controllo (comunque vi lascio QUI la recensione del primo libro e QUI quella del secondo).
Come nel secondo libro, anche questa terza avventura si apre là dove avevamo lasciato i protagonisti, quindi al freddo! Rut, Jack Agata e Roy sono infatti in viaggio oltre ad un portale alla ricerca dell'unico oggetto che potrà fermare il Destinato, cioè la Rosa di Gerico. Il libro per buona parte è infatti un lungo viaggio, un viaggio con una meta ma non con un vero percorso. Infatti i Figli di Aniox non sanno la strada che devono percorrere e si basano unicamente sull'istinto della stessa Rut, l'unica che "sente" il richiamo di questo magico oggetto. Con questa trilogia entriamo in un fantasy classico e quindi, dal punto di vista della storia, non abbiamo tante sorprese, ritroviamo tutti gli elementi classici che ci aspettiamo ed essendo un terzo libro abbiamo già qualche punto fermo. Facendo una valutazione complessiva della trilogia devo dire che questo si posiziona dopo il secondo volume. L'inizio è un po' lento ma ha il grande pregio di farci ritrovare i personaggi e di proporceli ancora una volta in tutte le loro sfumature. Il finale invece devo dire che nella sua classicità mi è piaciuto ma poteva dare qualcosina di più, essere un po' più scoppiettante.
Quello che mi colpisce sempre nei libri di Chiara sono i personaggi, ben descritti, ricchi dal punto di vista emotivo e caratteriale, personaggi che pensano, fanno, sbagliano, rimurginano, tornano sui propri passi. Insomma personaggi attivi e, seppur calati in un'ambientazione fantasiosa popolata da draghi e magia, concreti e reali. Rut e Jack in particolare pur nella loro eccezionalità hanno un classico rapporto adolescenziale, fatto di amicizia, incomprensioni, litigi e amore. Il mio personaggio preferito è stato Jack proprio per la sua "crisi" emotiva, quasi esistenziale, nel rapporto con la principessa.
Inoltre i personaggi sono veramente tanti e nonostante questo l'autrice riesce a gestirli bene, li utilizza bene nel racconto e da a tutti un ruolo e un senso. L'unica pecca per quanto mi riguarda è l'uscita di scena di Roy passata un po' in sordina, ma insomma niente di che.
Durante la recensione del primo libro avevo sottolineato come le tante divagazioni rendessero il racconto un po' slegato. Ebbene questa pecca stilistica mi è sembrata del tutto superata. Il racconto infatti risulta molto omogeneo e coeso, come dicevo un po' lento inizialmente, lentezza accentuata dalle descrizioni, ma comunque accattivante e ben realizzato.
Questa è una bella trilogia, che mi sento di consigliare a chi, ovviamente, ama il fantasy, perché anche se abbastanza tipica è ben confezionata e ha dei personaggi veramente ben realizzati, che ti restano in mente.

Voto

Alla prossima



Buona sera amici lettori!
Oggi vi propongo la recensione di un fantasy, Il sigillo di Aniox. Il Destinato di Chiara De Martin. A giugno ho recensito il primo libro di questa serie (Ritorno alle origini, QUI la recensione), in generale mi era piaciuto, anche se avevo comunque incontrato qualche elemento un po' scricchiolante. Il secondo libro mi ha conquistata!


Titolo: Il sigillo di Aniox. Il Destinato 
Serie: Il sigillo di Aniox #2 
Autore: Chiara De Martin 
Editore: Piazza Editore 
Pagine: 426 
Cartaceo: € 15,00 
Data di pubblicazione: 15 novembre 2013
TRAMA

Quando Rut, Principessa di Aniox, si rifugia in casa del barone Murdoch per sfuggire alla guerra contro il Destinato, non si aspetta certo che sia Philibert, generale dell’esercito nemico, a varcare la soglia di quella casa per riportarla nel Leheda. Il Destinato, il mago dagli occhi verdi e il cuore di ghiaccio, ha trionfato, conquistando l’intera dimensione, spodestando gli altri sovrani dai loro troni e autoproclamandosi imperatore dei Ventiquattro Regni. Separata dalle Sorelle della Luna, da Jack e dai suoi stessi genitori, Rut è costretta a sopportare le attenzioni del nuovo signore di Aniox, mentre cerca disperatamente un modo per opporsi al suo dominio. L’unica arma in grado di sconfiggerlo sembra nascondersi nelle montagne al confine del Regno, cime ostili e disabitate: è su quei picchi che gli Antichi Fondatori hanno nascosto l’amuleto creato per sconfiggere Melesot e, forse, la stessa magia potrebbe annientare anche il Destinato. Mentre Rut prende sempre più coscienza di quale sia la sua missione, Roy è alla disperata ricerca di Agata, La Lince, e Jack dovrà confrontarsi con i suoi sentimenti e con l’odio del Destinato, scoprendo suo malgrado verità che lo porteranno a mettere in discussione gli affetti a lui più cari.

RECENSIONE
Sono tornata ad Aniox, uno dei Ventiquattro Regni, è ho trovato tante novità. No, non sono impazzita, ma quando mi diverto a leggere un libro mi piace pensare di entrarci dentro, armi e bagagli. Se poi, come in questo caso, è un seguito ho anche qualche punto fisso, vedo qualche volto amico, insomma mi sento un po' a casa.

La storia riprende là dove avevamo lasciato la principessa Ruth: nel castello natale di Jack, all'inizio di una guerra contro il Destinato. Ruth scopre ben presto (e in uno di quei momenti in cui ti viene da urlare "NOOOO, ASPETTA UN SECONDO!!!") che la guerra è persa e che il Destinato ha piegato al suo volere tutti e Ventiquattro i regni, facendo prigionieri i vari re. La stessa Ruth, con la sua sorellina, viene presa e riportata ad Aniox, sede del nuovo imperatore, e qui vive una prigionia dorata, fatta di cene, bei vestiti e passeggiate nel giardino sempre sotto il diretto controllo del Destinato che vuole piegarla al suo volere e farne la sua sposa. Ma Ruth ha un suo piano per liberarsi dell'usurpatore e liberare i genitori e gli altri re.

Già il primo libro di questa serie mi era piaciuto, tuttavia qualche divagazione di troppo qua e là mi avevano un po' fatto perdere il filo della storia. Il finale però era tutto un programma, quindi quando Chiara mi ha proposto di continuare la lettura l'ho fatto con piacere. E ne sono rimasta folgorata! La differenza tra il primo e il secondo volume c'è e si vede: l'atmosfera da gioviale e idilliaca per il ricongiungimento familiare si fa triste e cupa per l'occupazione. Ma la differenza non sta solo in questo: con piacere ho notato una maggiore maturità nella scrittura. Certo qualche pecca resta, soprattutto per l'uso continuo di alcuni termini (il quindicenne, la quindicenne), ma la sua autrice si trova sicuramente molto più a suo agio in questo secondo volume e sta limando il proprio stile.

Il racconto mi ha subito coinvolto, ho trovato molto intrigante questo "balletto" tra Ruth e il Destinato, preda l'una, cacciatore l'altro. Anzi, ammetto che in fondo come coppia non mi dispiace, anche perché il Destinato è cattivo, ma non così cattivo. E' chiaro il sentimento che prova per la ragazza, ma è frenato dal suo ruolo e dallo scopo della sua vita. La principessa lo odia... Ok, forse è vero, visto che lui ha fatto cose terribili, ma in fondo in fondo qualche dubbio le è venuto. Insomma, un tira e molla che mi ha conquistato e divertita.
In questo secondo capitolo forse incontriamo meno eventi eclatanti rispetto al primo, c'è meno azione, ma questo ha favorito, e di molto, i personaggi, veramente ben realizzati.
Con piacere ho notato che sebbene restino alcune divagazioni dalla storia principale, come nel primo libro, queste producono meno confusione e sono meno dispersive, anzi creano una piacevole contrapposizione tra il castello chiuso e oppresso dagli invasori e la foresta verde e fresca. Sono come delle piccole valvole di sfogo pronte ad aumentare la suspense.
La storia è piuttosto originale, ben delineata e ben raccontata, si legge con piacere. Ha una costruzione lineare e semplice ma ben fatta. Ho trovato ancora qualche piccolo refuso o errore di battitura, ma niente di eccessivamente dannoso.

Ho notato una certa evoluzione anche nei personaggi, e soprattutto in Ruth, che è diventata sicuramente più matura e posata. La trovo però ancora un po' forzata, un po' costretta nel suo ruolo. Mi stupisce sempre il fatto che si sia adattata con tanta facilità al nuovo mondo e al suo nuovo ruolo; la sua vecchia vita non affiora mai, né nel comportamento né nel modo di parlare e questo secondo me un po' manca. Penso che difficilmente si possano cancellare totalmente 14 anni passati in un altro mondo e in un'altra condizione sociale.
Jack appare meno ma sinceramente, sebbene sia un ottimo personaggio, utile al racconto, si comporta come un cretino! E grazie al cielo c'è Tamara che glielo dice chiaramente!
Il personaggio che ho più amato è il Destinato. E' bello, ricco, potente e affascinante, ha la situazione in pugno, è crudele ma con il cuore in subbuglio: come posso non amarlo! Nel primo libro avevo molto tifato per Ruth e Jack, pensavo fosse naturale che tra loro accadesse qualcosa e avevo snobbato l'antagonista. In questa seconda parte invece, anche per il comportamento sul finale di Jack, a Sean (il vero nome del Destinato) un'occasione gliela darei! Sono poi molto curiosa di vedere come evolve questo misterioso legame che c'è tra Sean e Jack, ora appena accennato qua e là.

Il finale è ancora una volta molto aperto (l'autrice è chiaramente un sadica che vuole torturarci con la curiosità!), lasciamo i nostri eroi su una soglia critica, superata la quale potrà succedere di tutto!
In conclusione, ho avuto il piacere di leggere un bel fantasy, una storia semplice ma che si legge tutta di un fiato. Il tira  e molla tra i personaggi ci tiene sulla corda, curiosi di scoprire cosa farà Ruth, chi sceglierà, cosa ne sarà del Destinato. Inutile dire che non vedo l'ora che esca il terzo e conclusivo volume di questa bella trilogia fantasy!

Voto...

Alla prossima
Eliza
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