Recensione: Le ottanta domande di Atena Ferraris - Alice Basso

di - febbraio 11, 2026

Buongiorno lettori!
Oggi è il mercoledì più lunedì di sempre per me. Capita anche a voi?
Ma lasciamo da parte i miei problemi con i giorni della settimana e veniamo a noi, anzi a lei, Alice Basso con il suo nuovo romanzo Le ottanta domande di Atena Ferraris. 


LE OTTANTA DOMANDE DI ATENA FERRARIS 
(Atena Ferraris #2)
di Alice Basso
Garzanti | Narratori Moderni | 336 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €18,00
27 gennaio 2026

Avere tante domande senza risposta non è mica semplice. Parola di Atena Ferraris, che sarei io. Mio fratello Febo dice che si vive lo stesso, ma non sono d’accordo. A essere sincera, cercare soluzioni logiche a tutto per me è istintivo. Anche per questo ho fondato una rivista di enigmistica. Lavoro a casa, da sola, perché non sostare in mezzo alla gente. Eppure, da quando ho aiutato Febo a smascherare un mago imbroglione, mi ritrovo sempre più spesso a confrontarmi con altre persone. Ho persino trovato un ragazzo che vuole conoscermi e nuove amiche. Adesso una di loro, Elisa, ha bisogno di me per risolvere il mistero di una lettera minatoria. Nella sua azienda, dove si danno arie di grande modernità e fanno corsi di team building, c’è qualcuno che le fa mobbing. Tutti hanno fiducia nelle mie capacità, perché sono molto brava a risolvere i problemi altrui. Da quando esco di casa più spesso, però, non sono affatto sicura che sia vero, perché mi faccio un sacco di domande su me stessa. E non mi piace per nulla. Non so se voglio davvero capire chi sono, perché ogni risposta potrebbe appiccicarmi addosso un’etichetta, e le etichette ti chiudono in una scatola. Forse, aiutare i miei amici è l’unico modo per accettare il giudizio altrui. In più, qualche volta servono delle istruzioni d’uso precise per affrontare il mondo. Soprattutto per chi, come me, si sente perso.
Alice Basso è una certezza per librai e lettori. Dopo aver venduto mezzo milione di copie, è riuscita ancora una volta a creare una protagonista che è subito diventata la beniamina di tutti. A grande richiesta, torna in libreria con Atena Ferraris. Un personaggio speciale che ci insegna ad avere pazienza, perché una soluzione si trova sempre, anche quando si è pieni di interrogativi.
Ricordati che non devi sempre risolvere tutto subito. Alcune situazioni hanno la loro soluzione, si, ma devi avere pazienza e aspettare il momento giusto per metterla in pratica.


Rullino le trombe, squillino i tamburi!
No, al contrario… rullino i tamburi, squillino le trombe!
Sì, così è giusto.

Atena Ferraris è tornata!!

Ho terminato un mesetto fa il primo libro che la vede protagonista e, grazie al Dio dell’editoria (e al lavoro che fornisce uno stipendio), sono arrivata precisa precisa per l’uscita del secondo romanzo.

Questa volta Atena non avrà a che fare con un omicidio, o presunto tale, o tentato. No: il fulcro centrale di questo romanzo è la scoperta di chi siamo. Lei, Atena, è alla disperata ricerca di una diagnosi, di capire come funziona: lei che è bravissima con le parole ma che, quando esce nel mondo, beh… combina solo disastri.
C’è Elisa, la sua nuova amica, che sa esattamente cosa vuole ma non sa di chi può fidarsi perché, nell’azienda in cui lavora, si nasconde uno stronzo (siamo tutti favorevoli all’uso delle parole giuste, qui) che la ricatta.
E poi ci sono Jacopo, che sicuramente non è alla ricerca di una principessa da salvare, e Febo che… vabbè, Febo è Febo.

Questa seconda avventura di Atena si discosta parecchio dalla prima e dagli elementi salienti del genere: è un po’ un giallo senza giallo, se vogliamo. L’inizio della storia mi ha lasciata un po’ perplessa proprio per questo, perché era come se mi mancasse qualcosa, o meglio come se stessi inseguendo il cuore del racconto senza mai raggiungerlo. Giravo pagina dopo pagina e sentivo che mancava qualcosa.
Poi però ho capito che questo secondo libro sarebbe stato diverso: forse meno avventuroso, ma più di cuore e di pancia. Ho capito che sarebbe stato un romanzo capace di farci entrare non solo nella vita di Atena, ma nella sua testa, nel suo modo di pensare e di vedersi nel mondo.

E come volete che si veda Atena?
Atena si vede come un disastro, soprattutto quando si rapporta al fratello. Sa che, se le viene concesso, può parlare all’infinito delle sciocchezze più disparate; sa che all’improvviso può catalizzare l’attenzione senza volerlo; sa che gli altri la vedranno sempre nel modo sbagliato: genio o ritardata (parole loro, eh), poco importa, ma sempre nel modo sbagliato.

Sei talmente preoccupato che io passi per una ritardata che stai cercando di farmi passare per un genio e non è la prima volta che succede. Ma io non sono una ritardata e neanche un genio. Voglio solo essere quello che sono senza dovermi continuamente preoccupare di dover sembrare qualcos'altro. 

In questo romanzo magari non capiamo meglio questa protagonista così particolare, ma comprendiamo di più la sua paura di muoversi in un mondo in cui lei finisce sempre per essere l’aliena.
È possibile che gli altri siano sempre giusti e lei sempre sbagliata? È una domanda (una su ottanta: io sono più morigerata di Atena) che ammetto di essermi posta spesso anch’io. Possibile che gli altri facciano sempre tutto giusto?

Beh, il libro in realtà finisce praticamente qui. Il giallo è davvero poca cosa, a tratti un filo assurdo nel suo svolgimento e con una soluzione… un po’ sempliciotta, che non dà molto al racconto, ma che nel suo modo tutto bislacco allarga il cuore.
Ecco, questo è un libro fatto di cuori! In fondo San Valentino è dietro l’angolo. Il cuore di una donna che sa di meritarsi una famiglia e il lavoro che ama; quello di un fratello che ha un peso sullo stomaco e che alla fine riesce a toglierselo; il cuore di una protagonista che vuole essere solo quello che è; il cuore di un ragazzo che, secondo me, ha fatto una delle dichiarazioni d’amore più belle che abbia mai letto… ma non ve la riporterò qui: primo perché è un mezzo spoiler, secondo perché è bellissimo scoprirla da soli.

Non aspettatevi il classico caso da risolvere, complicato, misterioso o strano. È una parte che c’è, ma resta appena accennata.
Quello che c’è, in questo romanzo, è Atena. Con tutto il suo mondo fatto di parole, distrazioni, unghie affondate nei palmi delle mani.
Atena che ci piace così com’è.

Alla prossima








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