[Anteprima] Recensione: Tutti su questo treno sono sospetti - Benjamin Stevenson

Buongiorno lettori!
Oggi è una giornata cruciale per ben tre motivi: 1. ho una cosa di lavoro che sarà una spina nel fianco e non vedo l'ora sia passata; 2. inizia ufficialmente la settimana santa di Sanremo; 3. esce oggi il nuovo libro di Benjamin Stevenson Tutti su questo treno sono sospetti e io, grazie a Feltrinelli Editore, ho potuto leggerlo in anteprima (grazie 💗).


Sette scrittori su un treno. Alla fine del viaggio, cinque scenderanno dal vagone con le loro gambe. Uno in manette.
Conta dei cadaveri: nove. Un po' meno della volta scorsa.
E io? Stavolta non uccido nessuno.
Dunque, cominciamo. Di nuovo.

Si può fare un omaggio ai grandi gialli dell'epoca d'oro senza scadere nel banale o nel già letto? Si, se ti chiami Benjamin Stevenson che, dopo una vera e propria famiglia omicidi bloccata in montagna, torna con il suo protagonista alter ego Ernest Cunningam a bordo di un treno leggendario. Non siamo sull'Orient Express di Agatha Christie ma sul Ghan, treno extra lusso che attraversa l'Australia da Darwin a Adelaide, a bordo del qualche il festival Australiano del Giallo ha deciso di organizzare un'edizione itinerante e di ospitare sei grandi giallisti, tra cui appunto Ernest e il pluripremiato Henry McTavish. La tensione è alta fin dall'inizio perché invece di crearsi una cameratesca riunione tra menti dello stesso settore, invide, gelosie, fascette e recensioni portano subito a scambiarsi qualche parola di troppo. Il viaggio prosegue, fino al primo morto. Il calcolo è presto detto: 1 morto e 5 sospetti che non solo hanno un movente ma sanno anche come orchestrare l'omicidio perfetto. Ma il viaggio è lungo e un morto solo è un po' poco.

Benjamin Stevenson ha una grandissima capacità a mio avviso: sa descrivere le situazioni più angoscianti o di tensione in modo ironico. Omicidi, liti, persino proposte di matrimonio fallimentari non ti lasciano mai con l'amaro in bocca ma con un sorriso. E non è cosa da poco. Nonostante abbia trovato l'inizio un po' troppo lungo  (ci mettiamo un po' ad arrivare al morto), infatti, lo stille dell'autore ti porta a voler continuare e ad accompagnare Ernest in questo viaggio che, soprattutto se sei giallista, urla disastro da tutte le parti. Insomma siamo su un treno in mezzo al deserto... francamente che ci scappi il morto è il minimo. 

Il topos dell'omicidio nella stanza chiusa, o meglio nel vagone, torna in tutta la sua bellezza e forza, ma nonostante questo personaggi e soprattutto sospettati non sono pochi e si susseguono in una scoperta dopo l'altra, in una rivelazione dopo l'altra. Il giallo non solo funziona ma diverte, soprattutto nel vedere Ernest cercare di ripercorrere le tracce dell'impresa che lo ha reso noto al grande pubblico. Perché alla fine la vera domanda è una sola: riuscirà a scrivere il suo secondo libro? Accanto alla rielaborazione del giallo in tutti i suoi archetipi e a volte stereotipi, infatti, Benjamin Stevenson ci parla anche del mondo della letteratura e dell'editoria, facendoci scoprire segreti e segretucci. Capiamoci, niente di così insospettabile (mai termine fu più adatto), ma per alimentare il giallo e renderlo ancora più sugoso tutto fa brodo. 

Un solo appunto mi sento di fare a questo romanzo che mi ha divertita e intrigata e che reputo un ottimo secondo romanzo: l'ultimo capitolo. Non ho capito il perché di un capitolo così, una sorta di sequel a se stante. Non l'ho trovato così necessario, forse avrei preferito non sapere determinate cose e magari lasciarmele per un terzo libro (ci sarà? Mah chi lo sa!).

Nota a favore, che capirete solo dopo aver letto il libro, questa recensione che vi metto in foto e che esiste veramente su Goodreads, ho riso più del dovuto!


Ma ora voi vi starete chiedendo: chi è l'assassino? Mica sto qui ad infrangere le regole di un buon giallo! Lo dovrete scoprire da voi, ma sappiate che il suo nome, declinato in tutte le maniere, appare 106 volte nel libro.
Ernest Cunningham è nei guai. Dopo essere diventato famoso per aver scritto un true crime sulla sua famiglia – una famiglia micidiale: hanno tutti ucciso qualcuno –, il suo agente letterario e il suo editore gli chiedono con insistenza un nuovo libro. Ma dove trovare l’ispirazione, senza che qualcuno ci rimetta la pelle? 
L’occasione si presenta sotto forma di un invito al Festival Australiano del Giallo. In omaggio ad Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie, gli organizzatori hanno deciso di riunire un gruppo di celebri giallisti a bordo del Ghan, il treno che attraversa l’Australia, da Darwin a Adelaide. Durante il viaggio, Ernie avrà modo di confrontarsi con i colleghi e forse, chissà, di mettersi finalmente al lavoro. Neanche il tempo di partire che ci scappa il morto. 
Per deformazione professionale, ciascuno dei giallisti inizia subito a elaborare teorie in base alla propria specializzazione: c’è chi procede per deduzione, chi veste i panni del medico legale e chi traccia il profilo psicologico del possibile assassino. A bordo sono tutti sospetti. Sulla carta sanno tutti come ragiona un detective e, prima ancora, come si commette un crimine, ma chi è passato dalla teoria alla pratica? Dopo il grande successo di Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno, Benjamin Stevenson torna con un giallo brillante e ricco di humour, che corre davvero come un treno verso il più sorprendente dei finali. Un viaggio in treno. 
Un cadavere alla prima fermata. 
Dei passeggeri molto sospetti: sanno tutti come cavarsela con un delitto. 
Chi di loro è il colpevole?

TUTTI SU QUESTO TRENO SONO SOSPETTI
di Benjamin Stevenson
Feltrinelli | I Narratori | 368 pagine
ebook €11,99 | cartaceo €19,00
6 febbraio 2024 | link Amazon affiliato

Alla prossima



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