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Buongiorno lettori!!
Ah quanto mi siete mancati!! Ma ditemi un po', come state? Che fate di bello? Io continuo a stare nel mio ufficetto pieno di impicci, casini vari e casi umani. Sono per lo più stanca morta ma devo dire che sta andando quasi tutto bene, speriamo che continui così per tutta l'estate. 
Sto anche leggendo, non tantissimo, ma mi mantengo in esercizio e almeno qualche paginetta tutte le sere la porto avanti. Ad inizio giugno è uscito il nuovo libro di Caterina Bonvicini, Fancy Red, ed avendo amato alcuni suoi romanzi precedenti non potevo non correre in libreria ad acquistarlo. Ecco il mio giudizio a riguardo...

Fancy Red
di Caterina Bonvicini
Mondadori | Scrittori italiani e stranieri | 300 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €18,00
5 giugno 2018 | scheda Mondadori


TRAMA
Lindos, Grecia. È una notte d'estate. Un uomo si sveglia in una lussuosa camera da letto che non riconosce. Sdraiata accanto a lui c'è una ragazza che sta piangendo. Distesa a terra, un'altra donna. È sua moglie Ludovica: morta. «Sei stata tu?» chiede alla ragazza. «No, sei stato tu» risponde lei. Lui è Filippo, fa il gemmologo per Sotheby's. L'incontro con Ludo risale a cinque anni prima: lei, giovane e ribelle, figlia di un finanziere milanese, vuole vendere tutti i gioielli della madre, appena ereditati. Tranne uno: un Fancy Vivid Red, il rarissimo diamante rosso che porta al naso, montato come un piercing. A Filippo i diamanti piace guardarli, non possederli, è la sua regola da sempre. Ma la infrange quando si innamora di Ludo e del suo Fancy Red. Lì comincia la sua fine. Nel giro di sei mesi lui e Ludo sono sposati. Si amano molto, di un amore geloso e passionale, fatto di tradimenti veri e presunti, in un gioco erotico che li porta ai quattro angoli del mondo, da Lisbona a Cuba, dalle Fiandre all'Argentina, alla ricerca dell'avventura perfetta. Di quella notte fatale in Grecia, Filippo non ricorda nulla. Sa solo che lui e la ragazza, nel panico, si sono sbarazzati del corpo, buttandolo in mare. Ludo, per tutti, è annegata durante una nuotata. Ma dieci mesi dopo il diamante ricompare e il caso viene riaperto. Il Fancy Red è tornato, come un fantasma destinato a perseguitare Filippo e a metterlo di fronte alle sue colpe. Può davvero essere stato lui a uccidere la donna che amava? E perché? Per gelosia? Quanto tempo ci vorrà prima che il padre di Ludo e la polizia lo scoprano? Chi è davvero la ragazza con cui lui e sua moglie hanno passato la notte? "Fancy Red" è un noir hitchcockiano, un thriller psicologico pervaso da una suspense costante, una storia d'amore il cui protagonista indiscusso è il desiderio, indomabile e capriccioso come Ludo e la sua pietra.


"Avevo di nuovo voglia di cercare la felicità, quella cosa che esiste quando pensi che fra un minuto potrebbe non esserci più. E l'ho trovata: con te. Non butterei mai via qualcosa che ho fatto tanta fatica  a desiderare."

Come saprete ho amato alla follia il precedente libro di Caterina Bonvicini, Tutte le donne di, e il solo poterla incontrare, anche se brevemente, a Tempo di libri 2017 per me è stata una gioia immensa (si, ero tornata una quindicenne davanti al suo idolo, con tanto di salivazione azzerata, guanciotte rosso emozione e una leggerissima paresi). Potevo non leggere anche il nuovo romanzo? Sia mai!
Fin dalla sinossi e dalla quarta di copertina capiamo che si tratta di qualcosa di diverso rispetto ai precedenti romanzi. O meglio, resta il forte accento psicologico del racconto ma scopriamo nella scrittrice bolognese una vena noir che un po' confonde e un po' ammalia.


Al centro del romanzo non c'è Filippo, voce narrante, non c'è Ludò, la protagonista che appare solo nei flash back, ma c'è un Fancy Vivid Red, un diamante raro, rosso, dalle peculiari sfumature che lo rendono praticamente un esemplare unico e riconoscibile. Un piccolo ammasso di carbonio che ha visto crescere una ragazzina dal passato oscuro e complicato, l'ha vista amata da un padre sempre presente e da un marito con cui invece aveva un rapporto in bilico tra il desiderio e il capriccio. E, infine, l'ha vista anche morta in una stanza sconosciuta, insieme ad una ragazza appena incontrata e a Filippo stesso. Cosa è successo veramente a Ludò? E fino a che punto Filippo è colpevole?

Lo ammetto, la prima parte di questo romanzo mi ha spaventata. Non capivo, non riuscivo a trovare la Caterina Bonvicini che conoscevo, o meglio, si c'era lei, il suo stile, la sua analisi psicologica... ma dove voleva portare la storia di Filippo? No, niente, la via era del tutto smarrita!
Poi ad un certo punto la svolta, la rivelazione, quel quid che mi mancava e che ha magicamente reso chiaro tutto ciò che l'ha preceduto. I tasselli iniziano a trovare il loro posto e anche la vita squilibrata, al limite del complesso, di Ludò inizia ad avere un senso.


Mi sono rimasti però dei dubbi su questo romanzo. Tutta la parte del noir resta troppo marginale rispetto all'analisi psicologica e lo stesso diamante, che inizialmente sembra aver un ruolo fondamentale, diventa più un pretesto per dare inizio al giallo che un vero e proprio appiglio per raccontarci una storia densa e forte, una storia dalle mille sfaccettature che un po' confondono ma che arricchisco anche il racconto.
Lo avrete capito, il romanzo mi ha lasciata un po' confusa, come quando si ha la sensazione di aver già conosciuto una persona ma non ci si ricorda dove e quando, la faccia ci dice qualcosa, magari anche un piccolo tic o un movimento delle mani, ma non si riesce ad inquadrarla. Ecco, ho ritrovato la penna di Caterina Bonvicini, in tutto e per tutto, i suoi personaggi sempre fuori dagli schemi e controversi, il suo modo di dire e non dire, eppure.... non riesco ad associare tutto ciò a questa storia, mi manca un collegamento. È una sensazione strana, che mi da fastidio, perchè già solo per come è riuscita a presentarci Ludò senza farcela veramente conoscere o per come tratteggia l'ossessione di Filippo per i diamanti, ma non per il loro possesso, è qualcosa di speciale, che mi farebbe dare un cinque senza pensarci. Ma c'è quel maledetto collegamento, quella dicotomia all'interno del romanzo tra forma e contenuto che me lo hanno fatto vedere in tutt'altra maniera.

Alla prossima


Crediti immagini:
emirates247.com, futura.unito.it
Buona sera amici lettori,
in questi giorni sono particolarmente ispirata e sto leggendo moltissimo. Infatti questa sera vi propongo la recensione di un nuovo libro che ho appena finito. Si tratta di Tutte le donne di di Caterina Bonvicini, in uscita domani per Garzanti (ringrazio la casa editrice per avermelo inviato in anteprima). Abbiamo il primo libro da 5 gufi dell'anno!!

Titolo: Tutte le donne di
Autore: Caterina Bonvicini
Editore: Garzanti 
Collana: La biblioteca della spiga
Pagine: 196
Ebook: € 9,99
Cartaceo: € 16,00
Data di pubblicazione:  28 gennaio 2016
Link Amazon: Tutte le donne di

TRAMA

È la vigilia di Natale. Intorno alla tavola ci sono sette donne. Tutte le donne delta vita di Vittorio, e lo stanno aspettando. Ma lui non arriva. Manda solo un enigmatico messaggio. Poche parole che rendono ancora più perturbante la sua assenza. Perché per ognuna di loro, in modo diverso, lui è il centro di un mondo: c'è la madre e c'è la sorella, ci sono la moglie, l'ex moglie e l'amante, la figlia adulta e la figlia adolescente. Il vuoto che lascia un uomo può diventare molto affollato. Ritrovare se stesse è allora necessario, vitale, indispensabile. Bisogna farlo insieme, avere il coraggio di appoggiarsi l'una all'altra. Bisogna accettare che un amore che si voleva assoluto è invece frammentario e condiviso. Condiviso proprio con quelle donne per cui si prova astio e rancore. Eppure anche da questi sentimenti può nascere un'inattesa complicità, una solidarietà finora sconosciuta. Forse solo così la lontananza di Vittorio può diventare un'occasione per guardare le cose in modo nuovo. In questa commedia ironica e spietata, costruita come un giallo, anche la persona a noi più vicina può svelare all'improvviso un lato che agli altri sfugge. Una storia in cui l'assenza di un uomo dà finalmente voce alle donne della sua vita. "Tutte le donne di" è un libro sull'amore, sulla famiglia, sulle sovrastrutture che la società impone. Perché sentirsi liberi di essere se stessi è una lunga conquista, che può arrivare quando meno te l'aspetti. 


Tutte le donne della vita di Vittorio si ritrovano sotto lo stesso tetto alla vigilia di Natale. Moglie, ex moglie, amante, madre, sorella, figlia maggiore e figlia minore, tutte raccolte intorno ad un tavolo ad aspettare lui che però tarda, non arriva e alla fine comunica con un laconico sms che non tornerà per un po', che si prende un periodo sabbatico lontano da tutte e dalla sua vita. Ovviamente si scatena subito il putiferio tra chi vuole chiamare i carabinieri paventando un tragica fine e chi sa che Vittorio è così, non sa affrontare le situazioni di petto e piuttosto che farlo si da alla fuga. Ma è veramente tutta questa tragedia? E perché Vittorio proprio ora ha deciso di andarsene?

Ho conosciuto Caterina Bonvicini grazie al suo lavoro d'esordio, Penelope per gioco, letto qualche annetto fa e amato tanto. Con piacere la ritrovo qui con una storia che mi ha preso fin dalle prime righe. Mi hanno conquistato queste donne, tanto diverse tra loro ma con una cosa in comune, Vittorio, o meglio la loro appartenenza a lui. Finché Vittorio è presente nelle loro vite Camilla è l'amante di Vittorio, Cristina è la moglie di Vittorio, Giulia è la figlia minore di Vittorio. La loro vita sembra ruotare intorno a lui, tanto che al momento della sua fuga vorticano come tante biglie impazzite, scontrandosi l'un l'altra alla ricerca della propria dimensione. Ricerca che, dopo mesi passati in attesa di un segno, ha i suoi frutti inaspettati in una vera e propria alleanza tutta al femminile, con mogli e amante che organizzano viaggi in comitiva e sorelle che trovano una certa complicità.  L'assenza di Vittorio diventa non mancanza di qualcosa ma tratto aggiuntivo che apre le porte a rapporti e complicità impensabili. Tutto bello? Era veramente Vittorio il problema? No, o meglio non del tutto, perchè diciamolo, le sue colpe le ha e se le prede anche tutte. Ma Vittorio ha un segreto in più. Nel corso degli anni non ha fatto mistero delle relazioni clandestine, le mogli sanno, le figlie sanno, la madre quasi novantenne sa, eppure è riuscito a custodire un segreto, il più importante e prezioso, il segreto che da la svolta, quello che lo ha portato a non andare alla cena della Vigilia ad affrontare le sue donne, a lasciarle tutte insieme, proprio come con tutte insieme aveva finora vissuto. Lo stesso segreto che alla fine lo vede inchiodato sotto casa a fissare il proprio nome sul campanello, alla ricerca di chi è veramente Vittorio Fumagalli.
Durante tutto l'anno sabbatico di Vittorio, festività dopo festività,conosciamo le donne di Vittorio, ognuna con i suoi problemi e le sue insicurezze, ma anche con lo spirito combattivo supremo che si incarna in mamma Lucrezia, designer famosa, piena di energie che nessuno, nuora e figlia compresa, riesce ad arginare. I loro punti di vista sono particolari e interessanti a partire dalla persona con cui narrano, chi in prima chi in seconda persona. E la cosa che più mi è piaciuta è il fatto che l'autrice ha saputo immedesimarsi in pieno in tutte queste protagoniste femminili, plasmandosi nel modo di parlare, nel modo di guardare gli altri e anche la città di Milano e la sua borghesia trandy e spietata, cuore sociale del romanzo. In effetti a ben guardare la città (e la sua borghesia) diventa un'altra donna di, un'altra rivale per le donne di Vittorio da osservare e criticare, esattamente come lei osserva e critica loro.
E' un libro breve ma d'effetto, un libro sull'amore e sulla sua assenza, sulle relazioni e sulle costrizioni che esse spesso comportano. E' stata una lettura che mi ha divertito, tanto (io una come Lucrezia non la vorrei mai avere come madre o suocera, ma come amica si!), ma anche intenerito, perché riesce ad aprire una finestra su questo bizzarro gruppo di persone che, forse contro il loro stesso volere, sono comunque legate tra loro a doppio filo.

Voto


Alla prossima



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