Recensione: Un anno in giallo - AA. VV.

Buongiorno lettori,
una nuova settimana è giunta al termine e io tra viaggio e giretti vari sono stanca morta. Mi riposerò durante il fine settimana? Ma figurarsi, qui c'è sempre qualcosa da fare. 
Oggi vi proporrò una recensione non semplice da scrivere, quindi perdonate qualche svarione. Non è facile perché si tratta della raccolta di racconti che mi ha accompagnano nel viaggio in treno: Un anno in giallo edita dalla Sellerio.

Un anno in giallo
di AA. VV.
Sellerio | La memoria | 532 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €16,00
23 novembre 2017 | scheda Sellerio

TRAMA
Un anno in giallo: dodici racconti inediti, uno per ognuno dei mesi dell'anno. Un libro che costituisce anche una sorta di bilancio e insieme una prospettiva di un nuovo modo di fare letteratura poliziesca. Un modo di narrare che mette al centro il protagonista, del quale seguiamo le stagioni della vita nel proprio ambiente, e che è fortemente orientato alla critica sociale e di costume. Così in questa raccolta esordiscono due personaggi. Il primo è Cornelia Zac, in un racconto in cui l'autrice Simonetta Agnello Hornby presenta una sua originale ambientazione: le turbolente giornate di uno studio di avvocate londinesi impegnate sul piano sociale in un'epoca in cui la socialità è sotto attacco. Il secondo è Angela Mazzola, protagonista del racconto di Gian Mauro Costa, giovane poliziotta di Palermo, di origini modeste e riuscita a sottrarsi a un ambiente difficile; investiga dentro un mondo che non ama gli «sbirri» e che per molti versi era il suo. Angela sarà al centro di un prossimo romanzo. E accanto a questi esordi narrativi, i personaggi già amati dai lettori e spesso riconosciuti come dei classici letterari. Il commissario Salvo Montalbano del maestro Andrea Camilleri: un inossidabile senso di giustizia dentro una corteccia di umanità molto spessa. L'uomo sbagliato nel posto sbagliato, ovvero Saverio Lamanna, da San Vito Lo Capo, giornalista licenziato e investigatore creato dall'ironia di Gaetano Savatteri. Il biblioterapeuta di Fabio Stassi, che si chiama Vince Corso e risolve casi psicoidentitari che un po' ricordano Hitchcock. I Vecchietti del BarLume dell'umorista (e scienziato) Marco Malvaldi, sempre più politicamente scorretti. I killer di Alessandro Robecchi che circolano cinici, e sensibili come un microchip, nelle vene del capitalismo criminalambrosiano. In una Istanbul depravata e deturpata, ma sempre bellissima, su cui incombe un presidente-padrone, s'affanna Kati Hirschel, spregiudicata dilettante del delitto turco-tedesca, frutto della scrittura di Esmahan Aykol. Mezza età, femminismo, difficili amori, durezza da hard boiled school, capisce i poveri e i ricchi: così Alicia Giménez-Bartlett dipinge la sua creatura letteraria, Petra Delicado poliziotta a Barcellona. Francesco Recami con la sua Casa di Ringhiera torna con quello strano protagonista collettivo, un condominio che riesce ad essere contemporaneamente colpevole e investigatore. Il Lorenzo La Marca di Santo Piazzese, come sempre flemmatico, spiritoso, blasé, stavolta, lasciata l'immancabile Palermo, si trova a indagare sulle Madonie, le nobili montagne sopra Cefalù. E per finire a dicembre, in una chiesa sconsacrata, con dentro il cadavere di un prete spretato: chi avanza in mezzo alla neve che odia? Lui, Rocco Schiavone, il truce tenerissimo vicequestore creato da Antonio Manzini.


Vi avviso che molto probabilmente la trama qui sopra sarà ben più lunga di questa recensione. Una raccolta di racconti. Non sono impazzita. Lo so che non le leggo mai, che poi ci rimango male perché la storia si ferma lì, io resto appesa e mugugno per giorni perché avrei voluto di più. Ma questa volta ho deciso di fare uno strappo alla regola per un motivo ben preciso: in questa raccolta ci sono autori e personaggi che già conosco e amo e che prima o poi rispunteranno fuori in libri autonomi (o almeno lo spero per i suddetti autori ed editori, che con 'sta storia di lasciare le serie interrotte hanno scassato in generale le balle) o autori e personaggi di prossima pubblicazione che ero curiosa di scoprire per capire se inserirli nei futuri acquisti. L'esperimento è riuscito a metà: alcune conferme le ho avute (nel bene e nel male), qualche sorpresa e qualche delusione.

La Sellerio solitamente sotto Natale e in estate esce con queste raccolte e solitamente propongono un tema comune ai racconti. Questa volta, invece, il caso è particolare perché ha deciso di proporci un anno intero con i loro autori best seller, dedicando ad ognuno un mese. Unica regola: nel racconto devono essere presenti uno o più riferimenti ad un altro autore o protagonista della raccolta. E così vediamo che Schiavone si ritrova tra le mani due libri di Camilleri, il Vince Corso di Stassi incrociare i vecchietti del Bar Lume di Malvaldi dove a sua volta farà capolino il Carlo Monterossi di Robecchi. Un giochino ad incastro curioso che mi ha fatto piacere scoprire durante la lettura e non anticipato altrove.
Dicevo conferme. Confermo che io Manzini lo amo e lo adoro, che Camilleri non mi va né giù né su ( eh scusate, ma proprio non lo reggo Montalbano), che Robecchi continuerò a leggerlo, che Malvaldi mi fa ridere ma dopo un po' stufa, che Stassi in un racconto va alla grande ma che in un libro più lungo, dove può inserire citazioni, libri e autori a carrettini, mi annoia. Mica poche come conferme da un libro solo!
Manzini! A cui è toccato dicembre, il mese di Natale, del freddo, della neve e... dell'influenza per Rocco Schiavone che con un 37,3° si richiude in casa in preda ai dolori. Questo racconto dovete leggerlo! Un racconto che poteva tranquillamente essere un libro a se stante e che spero con tutto il cuore diventi un episodio della serie tv, in cui la penna di Manzini non solo ci da un giallo bello ma anche un Rocco più ironico e meno cupo.
La sorpresa più grossa è invece stato Savatteri, di cui non ho mai letto niente ma che in questo breve incontro di febbraio mi ha conquistata con il suo Saverio Lamanna. Si, sto meditando di leggere qualcosina...
Doppia delusione invece viene da Recami e Costa. Il primo mi ispirava ma non mi ha convinto nel quadro generale del racconto. Il secondo invece anticipa qui quella che sarà la protagonista della nuova serie in uscita il 22 febbraio con Stella o croce, una protagonista che non mi ha lasciato una grande impressione e che ho visto più come il risultato del ragionamento "Mi serve una protagonista bella, gnocca, rossa, poliziotta", francamente un po' pochino.

In conclusione, una raccolta che sicuramente ha fatto il suo, ossia tenermi occupata durante un viaggio senza il problema di dover lasciare una storia a metà, che è riuscita grazie ai nomi che richiamano le folle adoranti ma che in alcuni punti è un po' scivolata nell'ovvio.

Alla prossima






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